THE SERVANT

THE SERVANT – IL SERVO

di Joseph Losey

Regno Unito, 1963
Drammatico – 116′

con Dirk Bogarde, Sarah Miles, Wendy Craig, James Fox

Soggetto: Robin Maugham (romanzo)
Sceneggiatura: Harold Pinter
Fotografia: Douglas Slocombe
Musiche: John Dankworth

Distribuzione: Cineteca di Bologna

INFO E ORARI:

NUOVA SALA LAMPERTICO – IT’S A WONDERFUL FILM

MARTEDI’ 3 MAGGIO: 16.00 – 20.45
MERCOLEDI’ 4 MAGGIO: 20.45
GIOVEDI’ 5 MAGGIO: 18.30
SABATO 7 MAGGIO: 16.00
DOMENICA 8 MAGGIO: 16.00

Tutti gli spettacoli in lingua originale con sottotitoli in italiano

Biglietti:

Intero € 6,50 – € 7,50 (solo Ven-Sab-Dom in Nuova Sala Lampertico)

Ridotto* € 5,50 – € 6,50 (solo Ven-Sab-Dom in Nuova Sala Lampertico)

*over 60, giovani fino ai 26 anni

SINOSSI

Dal romanzo di Robin Maugham, il primo capitolo della collaborazione tra Losey e Harold Pinter. Un duello psicologico servo-padrone allestito con abbondanza di grandangoli e profondità di campo. L’universo della casa-prigione, dove il servo ‘divora’ il suo padrone, è stato paragonato all’‘inferno’ di Sartre. Le persone tendono a schiavizzarsi a vicenda trasformando il prossimo in un oggetto di loro proprietà. L’amore e la sessualità diventano strumenti di potere. L’interpretazione di Bogarde fu la grande svolta della carriera ed è ancora oggi uno dei suoi ruoli più emozionanti e inquietanti.

“Il film parla di un giovane aristocratico che vive ancora nel Diciottesimo secolo e si rifiuta di entrare nel Novecento. Vuole comandare la casa ‘come una madre’ o come una ‘nonna’, e vuole un servo che s’intoni con i ‘vecchi cari oggetti’. Il risultato è che ne assume uno falso e disonesto quanto lui, ma un po’ più realista, quindi più pericoloso. Il servo è un film sullo schiavismo come stile di vita. […] Il film intero porta l’impronta di Pinter. I dialoghi assumono un’importanza che non sempre hanno al cinema, nemmeno quando sono più numerosi. Pinter ha capito l’utilità dei dialoghi usati come effetto sonoro, delle parole che sono insieme musica e poesia e che aiutano ad affermare il ritmo e lo stile del film” (Joseph Losey).

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