NOMADLAND

NOMADLAND

di Chloé Zhao 
Stati Uniti, 2020
Drammatico – 107′

con Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Swankie

Fotografia: Joshua James Richards

Sceneggiatura: Chloé Zhao

Distribuzione: The Walt Disney Company / Searchlight Pictures

Giovedì 29 aprile – Domenica 2 maggio: 15.15 – 17.30 – 19.45 (Gio 29 – 19.45, Sab 1 – 17.30 in versione originale con sottotitoli).

Giovedì 7: 19.45 – Venerdì 8 – Domenica 10 maggio: 15.15 – 17.30 – 19.45 (Gio 7 – 19.45, Sab 9 – 17.30 in versione originale con sottotitoli).

SINOSSI

Dopo il crollo economico di una cittĂ  aziendale nel Nevada rurale, Fern carica i bagagli nel suo furgone e si mette sulla strada alla ricerca di una vita al di fuori della societĂ  convenzionale, come una nomade dei tempi moderni. Nomadland vede la partecipazione dei veri nomadi Linda May, Swankie e Bob Wells nella veste di guide e compagni di Fern nel corso della sua ricerca attraverso i vasti paesaggi dell’Ovest americano.

NOTE DI REGIA

Nell’autunno del 2018, mentre giravo Nomadland a Scottsbluff, Nebraska, vicino a un campo ghiacciato di barbabietole, mi ritrovai a sfogliare Desert Solitaire di Edward Abbey, un libro che mi aveva regalato qualcuno incontrato sulla strada. Sfogliandolo incappai in questo passaggio: “Gli uomini vanno e vengono, le cittĂ  nascono e muoiono, intere civiltaĚ€ scompaiono; la terra resta, solo leggermente modificata. Restano la terra e la bellezza che strazia il cuore, dove non ci sono cuori da straziare… a volte penso, senz’altro in modo perverso, che l’uomo è un sogno, il pensiero un’illusione, e solo la roccia è reale. Roccia e sole” (Edward Abbey, Desert solitaire. Una stagione nella natura selvaggia, trad. Stefano Travagli, Baldini & Castoldi, 2015). Per i successivi quattro mesi, mentre ci spostavamo per girare il film, fu un continuo andirivieni di nomadi; molti di essi conservavano rocce raccolte durante le peregrinazioni a bordo delle loro case su ruote alimentate dal sole. Dispensavano storie e saggezza davanti e dietro l’obiettivo della telecamera. Essendo cresciuta in cittĂ  cinesi e inglesi, sono sempre stata profondamente attratta dalla strada aperta, un’idea che trovo tipicamente americana: la continua ricerca di ciò che sta oltre l’orizzonte. Ho tentato di catturarne uno scorcio in questo film, sapendo che non è possibile descrivere veramente la strada americana a un’altra persona. Bisogna scoprirla da soli.