MARTEDì 12 dicembre
ore 18 - 20.30 (Sala Lampertico)
(Versione originale con sottotitoli in italiano)
Restaurato in 4K nel 2016 da Paramount e dal regista John Badham presso i laboratori Technicolor e Deluxe a partire dal negativo originale 35mm e dalle tre matrici 35mm

loc.febbre del sabato sera per web

Regia
John Badham
Genere
COMMEDIA, DRAMMATICO, MUSICALE, ROMANTICO
Durata
122'
Anno
1977
Produzione
Robert Stigwood per RSO (Robert Stigwood Organization)
Cast

John Travolta (Tony Manero), Karen Lynn Gorney (Stephanie Mangano), Barry Miller (Bobby C.), Joseph Cali (Joey), Paul Pape (Double J), Donna Pescow (Annette), Bruce Ornstein (Gus), Val Bisoglio (Frank), Julie Bovasso (Flo), Sam Coppola (Fusco).

Trama

Per l'italoamericano Tony Manero, il ballo è strumento di riscatto sociale e morale. John Travolta, vestito di bianco tra i colori pop della pista e la colonna sonora dei Bee Gees, quintessenza della disco music, è l'eroe proletario di uno dei film musicali di maggiore successo di sempre, un vero e proprio culto che ha impresso un segno indelebile nella storia del cinema e del costume. Dietro lo sfavillio delle luci stroboscopiche, resta l'amarezza di un crudo ritratto giovanile, sullo sfondo di una Brooklyn livida e marginale.

Critica

Da Follie d’inverno a Spettacolo di varietà fino a La La Land, la maggior parte dei musical rivela un lato maniaco-depressivo, una tendenza ad attraversare i vari stati d’animo dalla depressione all’euforia. Saturday Night Fever esaspera in maniera singolare questo schema oscillando tra due visioni contrastanti: il quartiere di Bay Ridge a Brooklyn è una sorta di inferno in terra in cui gli abitanti trascorrono le giornale a umiliarsi reciprocamente, mentre la gloria e l’esaltazione vissute ballando nella discoteca 2001 Odissey assumono tratti paradisiaci e utopici. L'interazione tra i due registri conferisce al film la sua energia. La sceneggiatura di Norman Wexler si ispira a un articolo apparso sul New York Magazine, “Tribal Rites of the New Saturday Night”: l’autore, il critico musicale britannico Nik Cohn, una ventina d’anni dopo confessò che il pezzo era frutto d’invenzione più che d’osservazione. Ma il film di John Badham – che nel director’s cut dura cinque minuti di più – fonda i suoi dettagli su un mondo perfettamente credibile: diversamente dalla maggior parte dei musical, sono poche in Saturday Night Fever le incursioni nella pura fantasia [...]. Scena di ballo culminante è l'assolo di Tony, la sera in cui Stephanie non si fa vedere in discoteca. Come suggerì Jerry Lewis nella sua parodia in Bentornato, picchiatello!, il tipo di fantasia suscitata dal ballo di Travolta è più solipsistica che romantica: l’affermazione di un trionfo solitario.
(Jonathan Rosenbaum)

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: dall’articolo Tribal Rites of the New Saturday Night di Nik Cohn.
Sceneggiatura: Norman Wexler.
Fotografia: Ralf D. Bode.
Montaggio: David Rawlins.
Scenografia: Charles Bailey.
Musica: Barry Gibb, Robin Gibb, Maurice Gibb, David Shire.



Musiche
Barry Gibb, Robin Gibb, Maurice Gibb, David Shire.
Nazione
USA
Distribuzione
CINETECA di BOLOGNA

 

Nato il 25 Agosto 1939, Luton (Gran Bretagna)
A due anni si trasferisce negli Stati Uniti e dopo gli studi a Yale comincia a lavorare alla Universal, partendo dal gradino più basso, fino a diventare un apprezzato regista televisivo. Il successo, improvviso e internazionale, arriva con La febbre del sabato sera (1977), ritratto di una gioventù priva d'ideali, che cerca il riscatto sulla pista da ballo, interpretato da J. Travolta e musicato dai Bee Gees. Nel 1979 dirige F. Langella in Dracula, accentuando il lato romantico e sensuale del sanguinario conte. Torna poi al grande pubblico con Tuono blu (1983), spettacolare film d'azione su un elicottero, e soprattutto con Wargames - Giochi di guerra (1983), storia di un ragazzino (M. Broderick) che penetra in un computer della difesa americana e rischia di scatenare un conflitto atomico. Dopo Il vincitore (1985) con K. Costner ciclista in una massacrante competizione, gioca con gli effetti speciali in Corto circuito (1986), protagonista un robot dalle emozioni umane. Successivamente dirige la commedia on the road Due nel mirino (1990), Nome in codice: Nina (1993), remake-fotocopia di Nikita (1990) di L. Besson, Minuti contati (1995) con J. Depp, girato praticamente in tempo reale, e Incognito (1997), ambientato nel mondo dell'arte.
Da Garzantina del cinema, Garzanti editore

 

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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