LUNEDì 13 novembre
ore 20.30
Biglietti: Intero € 10 - Ridotto € 8 (Abbonati cinema Odeon)
Prevendita alla cassa del cinema.

LOCANDINA CARMEN per web

Regia
VALENTINA CARRASCO
Genere
OPERA
Durata
Prima parte: 1.48.10 Intervallo: non è previsto video durante l’intervallo Seconda parte: 1.05.20 Durata totale: 2.53.30
Anno
2017
Produzione
NUOVA PRODUZIONE TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Cast

VERONICA SIMEONI
ROBERTO ARONICA
ALEXANDER VINOGRADOV
ROSA FEOLA

Trama

ATTO I La scena si svolge in una piazza di Siviglia. Moralès e un gruppo di dragoni osservano incuriositi la giovane Micaela che arriva dalla campagna alla ricerca del brigadiere Don José. Venendo a sapere che José arriverà di lì a poco, ella si allontana; al suo arrivo nella piazza il brigadiere viene informato da Moralès di Micaela. Scoccata l'ora della pausa, escono dalla fabbrica le sigaraie solo José non mostra interesse per loro: ama Micaela e ha promesso alla madre di sposarla. Tutti gli uomini attendono Carmen e, quando la bella sigaraia appare, le si stringono intorno; costei, accortasi che José la ignora, gli lancia un fiore. Il brigadiere resta turbato e nasconde il fiore sotto la giacca. Micaela, tornata in piazza, gli consegna una lettera della madre e, prima di congedarsi da lui, lo bacia castamente. Scoppia una rissa tra le sigaraie e Carmen, la più aggressiva, viene arrestata da Zuniga, tenente delle guardie che ordina a José di portarla in prigione. Rimasta sola con il brigadiere, Carmen dà inizio alla sua opera di seduzione: gli promette amore in cambio della libertà. José, ormai irretito, l'aiuta a fuggire.
ATTO II È trascorso un mese. Nell'osteria di Lillas Pastia Carmen danza e canta con le altre zingare ed attende il ritorno di Don José, incarcerato perché colpevole di averla fatta fuggire. Venuto a brindare con gli amici, entra il torero Escamillo che rivolge a Carmen parole galanti, ma viene respinto. Ecco arrivare José, uscito di pigione, nel frattempo suona la tromba che ordina il rientro dei militari e il brigadiere, schernito e aizzato da Carmen, esita a staccarsi da lei. Intanto Attila, addormentato nella propria tenda, si desta di soprassalto e narra allo scudiero Uldino un sogno: giunto alle porte di Roma, è fermato da un vecchio canuto che gli impone di arretrare di fronte alla terra di Dio. Quando il tenente Zuniga gli ordina di rientrare, Josè si ribella: scoppia una rissa. I contrabbandieri li separano e l'uomo, capendo che ormai non può fare altro che fuggire, si unisce a Carmen e ai fuorilegge disertando l'esercito.
ATTO III José, torturato dai rimorsi e stanco della vita difficile tra le montagne, si accorge che il rapporto con Carmen non è più quello di un tempo. La zingara interroga le carte che le predicono la morte vicina. Intanto Micaela raggiunge, non vista, il campo dei contrabbandieri in cerca di José, ma scappa quando lo vede con Escamillo. Geloso del rivale, José sfida a duello il torero, ma viene fermato dagli zingari che trovano Micaela nascosta tra le rocce. Ella riferisce a José che la madre è in punto di morte; l'uomo accetta di seguirla, ma prima di andarsene minaccia Carmen, della quale è follemente innamorato.
ATTO IV Di fronte all'arena di Siviglia la folla acclama festante il corteo dei toreri; tra la folla c'è Carmen, ora innamorata di Escamillo. Mercedes e Frasquita la avvertono che Josè è nelle vicinanze; costui decide di affrontare Carmen rimasta sola nella piazza ad attendere il torero, intanto che tutti assistono alla corrida. Inutili sono le sue suppliche la donna lo respinge e, in segno di disprezzo, si sfila l'anello che le ha donato e glielo getta addosso. Disperato e accecato dall'ira uccide Carmen con una pugnalata, poi si costituisce ai gendarmi mentre la folla festeggia la vittoria di Escamillo.

Critica

CARMEN, la libertà o la morte
Carmen è un’eroina atipica della storia dell’opera. Proviene da un ceto sociale molto disprezzato nell’epoca, gli zingari, si dedica a delle attività sospette, e diventa a volte pure violenta, quando si trova nelle situazioni difficili. Ed è proprio in questo punto di partenza sfavorevole che risiede la grandezza del suo personaggio: donna, povera, con delle attività marginali, ma che “si permette” di fare come le pare, di voler essere libera. Se una storia deve finire in tragedia è certo questa.
Perché, allo stesso modo della sua controparte maschile, Don Giovanni, Carmen utilizza la sensualità e l’amore come espressione fisica di quello che per lei è il valore più importante di tutti, la libertà. Per lei l’amore è un uccello che viene e va secondo il suo capriccio e che nessuno può addomesticare. Per lei, il sogno ultimo è di fuggire “là bas” dove non c’è niente altro che un paesaggio aperto, l’espressione massima dell’essere libero, senza barriere, obblighi, senza condizionamenti. A differenza di Don Giovanni, però, lei è una donna (in un secolo dove questo è un grande svantaggio per quanto riguarda l’indipendenza individuale) ed è povera, marginale. Questo rende ancor più notevole il suo coraggio e fa pensare a quante barriere un personaggio come lei debba oltrepassare per essere autonoma.
Lei forse ama Don José, ma il prezzo che lui (che non la capisce, come invece riesce a fare Escamillo) le chiede è quello cui lei non potrà mai rinunciare, la sua indipendenza.
Per rendere sulla scena la misura del valore di un personaggio come Carmen, è importante dunque riprodurre un contesto sociale dove queste differenze e limitazioni siano evidenti. Siccome tanti aspetti della storia di Carmen sono tuttora molto validi, abbiamo pensato a un contesto in cui la vicenda potesse accadere oggi (e non ne mancano!). Abbiamo scelto la frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico, per sottolineare la particolare attualità. Questo contesto, a parte certi aspetti aneddotici, come il fatto che è un paese dove il combattimento di tori è di grande popolarità, permette di sottolineare anche la separazione sociale che esiste, ed è presente nell’immaginario collettivo, tra americani e latini, fenomeno tornato con grande forza nel dibattito pubblico dopo le ultime elezioni negli Stati Uniti. Inoltre entrambi i paesi sono segnati oggi da una forte pulsione maschilista: certe dichiarazioni del presidente eletto dagli americani riguardo alle donne hanno creato un grande dibattito nell’opinione pubblica, e nel Messico vi sono realtà difficili, come un alto indice di femminicidi e di violenza contro le donne (cosa che succede anche in altri paesi latinoamericani). Ma precisazioni sociologiche e statistiche a parte (perché ovviamente non è neanche vero che gli americani siano totalmente rappresentati dal loro presidente, e un alto indice di femminicidi ha tante altre cause oltre al maschilismo), l’importante è che queste informazioni siano nell’immaginario collettivo e ci permettano così di creare un contesto dove Carmen, donna marginale coraggiosa e ribelle, appare in tutta la sua statura.
Un altro aspetto della frontiera messicano-americana che ha motivi di interesse, è la presenza dei contrabbandieri, che, nel nostro caso, non fanno passare merce, ma persone che vengono trattate come merce, senza grandi considerazioni. È vero che la figura dei contrabbandieri, con la loro scaltrezza e la loro crudeltà, è molto più definita nella novella di Mérimée che nell’opera di Bizet, ma nondimeno questo elemento sociale in questo contesto assume una speciale attualità. Poi, l’ipotesi che
il contrabbando abbia luogo nel deserto americano (in Texas o New Mexico) implica un tipo di paesaggio a cui fanno pensare le rovine di Caracalla che, tramite l’uso del video, si trasformano nelle leggendarie silhouette dei “canyon” americani.
Oltre a questo, un’altra caratteristica del Messico che ci ha attirato molto è il suo folklore, che si mantiene tanto vivo e presente nella società, e che ci ha permesso di costruire una scena molto colorata, piena di episodi che favoriscono lo svolgimento di uno spettacolo destinato anche a un pubblico non necessariamente abituato all’opera. In particolare, abbiamo voluto fare riferimento alla grande festività del Dia de Muertos, tradizione importantissima in Messico, che combina la celebrazione della morte degli Aztechi e delle altre culture precolombiane, con la festività cristiana del giorno di tutti i Santi. Questa grande cerimonia, ed il suo speciale simbolismo, sostituisce la corrida del quarto Atto, e fornisce un contesto idoneo alla morte sacrificale di Carmen, che avviene quasi secondo un rituale. Di fatto lei, consapevole del suo destino, si offre al suo boia in sacrificio.
Questo sacrificio si vede sulla scena raddoppiato dall’uccisione del toro, eseguita da Escamillo. Su una torre, durante la cerimonia del Dia de Muertos appare una piñata (altro elemento appartenente al folklore messicano) in forma di toro, che il torero “ucciderà” al momento della morte dell’eroina. Il toro, come Carmen, è un animale indomito e impossibile da addomesticare. Per lui, come per Carmen, le uniche alternative possibili sono la libertà o la morte.
Trovare un universo per Carmen che riesca ad allontanarsi dai cliché che di solito accompagnano l’opera, è una grande sfida. D’altra parte, una visione troppo astratta non ci permette di comunicare uno degli aspetti più importanti del personaggio, la sua marginalità. La grande singolarità di Carmen come eroina, consiste nel fatto che essendo una donna socialmente di bassa condizione sociale, può “permettersi” di essere libera. Molto diversamente da Don Giovanni - personaggio con cui condivide il bisogno assoluto di libertà (non soltanto amorosa, ma libertà totale) - lei non è nobile, ma lavora in una fabbrica, non ha casa, ma è nomade, e soprattutto, non è uomo. È un’eroina tragica senza averne quasi il diritto. Partendo da questo presupposto e dal fatto che i conflitti presenti nell’opera sono di assoluta attualità, abbiamo ambientato l’azione nella frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti. Questo ci permette di dare una caratterizzazione nella quale un ceto sociale povero, marginale, svalutato, quello dei lavoratori e immigrati illegali messicani, va incontro ad un altro che, pur considerandosi superiore, non riesce a comprendere il mistero della loro cultura, ma ne è affascinato. Il contesto attuale, col ritorno delle divisioni nazionali, l’ascesa del maschilismo e la condizione degradata della donna, fa di questa opera e le riflessioni che innesca, una questione più che mai necessaria.
Valentina Carrasco (Regia)

Trailer


Altre informazioni

MUSICA DI: GEORGES BIZET
DAL ROMANZO DI PROSPER MÉRIMÉE
LIBRETTO DI HENRI MEILHAC E LUDOVIC HALÉVY

VERONICA SIMEONI
ROBERTO ARONICA
ALEXANDER VINOGRADOV
ROSA FEOLA

DIRETTORE: JESÚS LÓPEZ-COBOS
MAESTRO DEL CORO: ROBERTO GABBIANI
ORCHESTRA, CORO E BALETTO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
NUOVA PRODUZIONE TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

REGIA: VALENTINA CARRASCO
SCENE: SAMAL BLAK
COSTUMI: LUIS CARVALHO
LUCI: PETER VAN PRAET
(Opera in Quattro atti)

Musiche
GEORGES BIZET
Costumi
LUIS CARVALHO
Distribuzione
RAI COM
Scenografia
SAMAL BLAK

 

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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