VENERDì 13 ottobre
ore 20.30 (Sala Lampertico)
SABATO 14 e DOMENICA 15 ottobre
ore 18 - 20.30 (Sala Lampertico)

AMMORE E MALAVITA LOCANDINA

Regia
Manetti Bros. (Antonio Manetti), Manetti Bros. (Marco Manetti), Michelangelo La Neve
Genere
COMMEDIA, MUSICALE, THRILLER
Durata
134'
Anno
2016
Produzione
CARLO MACCHITELLI, MANETTI BROS. PER MADELEINE, MANETTI BROS. FILM, CON RAI CINEMA, IN COLLABORAZIONE CON TAM TAM FOTOGRAFIE, MOMPRACEM
Cast

Giampaolo Morelli (Ciro), Serena Rossi (Fatima), Claudia Gerini (Donna Maria), Carlo Buccirosso (Don Vincenzo), Raiz (Rosario), Franco Ricciardi (Gennaro), Antonio Buonuomo (Zio Mimmo), Ivan Granatino, Graziella Marina, Antonio Fiorillo, Lucianna De Falco, Rosalia Porcaro, Pino Mauro, Antonino Iuorio, Andrea D'Alessio

Trama

Napoli. Ciro è un temuto killer. Insieme a Rosario è una delle due "tigri" al servizio di don Vincenzo, "o' re do pesce", e della sua astuta moglie, donna Maria. Fatima è una sognatrice, una giovane infermiera. Due mondi in apparenza così distanti, ma destinati a incontrarsi, di nuovo. Una notte Fatima si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Ciro viene dato l'incarico di sbarazzarsi di quella ragazza che ha visto troppo. Ma le cose non vanno come previsto. I due si trovano faccia a faccia, si riconoscono e riscoprono, l'uno nell'altra, l'amore mai dimenticato della loro adolescenza. Per Ciro c'è una sola soluzione: tradire don Vincenzo e donna Maria e uccidere chi li vuole uccidere. Nessuno può fermare l'amore. Inizia così una lotta senza quartiere tra gli splendidi scenari dei vicoli di Napoli e il mare del golfo. Tra musica e azione, amore e pallottole.

Critica

C’è un momento, tra i tanti di Ammore e malavita, che spiega meglio di altri chi sono Marco e Antonio Manetti, i Manetti Bros. L’attimo che dà il via, lo snodo narrativo che crea lo scarto tra il prima e il dopo: l’incontro tra Ciro (Giampaolo Morelli) e Fatima (Serena Rossi), lui sicario al soldo di don Vincenzo (Carlo Buccirosso), lei infermiera che ha visto troppo e, per questo, deve essere fatta fuori.
Sulle note di What a Feeling (l’iconico brano di Flashdance) la ragazza inizia a cantare L’amore ritrovato (“… che fine hai fattooo? Addu’ si’ statooo?”…) e con un abile montaggio ritroviamo i due, poco più che bambini, che si tengono per mano nei quartieri, inizio di un grande amore troncato dall’uccisione del padre di lui, evento che lo ha portato poi a diventare quello che è oggi.
Ecco, i Manetti Bros. dimostrano una volta di più, forse ancora meglio che in passato, la propria abilità nel saper attingere a piene mani da più immaginari (cinematografici, televisivi, musicali, letterari) per creare una mescolanza trascinante e divertente, soprattutto originale, in grado di stagliarsi su un’intera cinematografia, quella nostrana, troppo spesso paludata e bloccata da paletti ormai vetusti.
Ammore e malavita è sceneggiata napoletana ai tempi di Gomorra declinata in musical, capace di scherzare sulla malfamata Scampia (meraviglioso il tour organizzato per i turisti in cerca di “emozioni forti”, sorta di buffetto al gomorrismo imperante dei nostri giorni…) e al tempo stesso di soffermarsi sulle tante bellezze di Napoli, città carica di umanità e fermento culturale.
L’omaggio non è però solo alla città, ma al cinema (popolare) tutto: sempre mossi da una libertà che gli regala felici intuizioni di sguardo e movimenti di macchina, i Manetti danno il via alla messinscena in stile Agente 007, si vive solo due volte, si regalano un inserto newyorkese strizzando l’occhio a Squadra antifurto di Bruno Corbucci e ci regalano sparatorie con ralenti in stile Matrix, oltre che fantastiche trovate quali il modellino della DeLorean utilizzato per nascondere dei diamanti.
Aiutati, e non poco, da tutti gli attori chiamati in causa (oltre i già citati, Claudia Gerini nei panni dell’astuta e cinefila donna Maria, moglie del boss, e il cantante Raiz in quelli di Rosario, altra “tigre” al servizio di don Vincenzo e amico fraterno di Ciro), i Manetti proseguono nel solco già tracciato da Song’e Napule ma riescono ad alzare il tiro, anche grazie allo straordinario lavoro di Aldo e Pivio De Scalzi alle musiche, alle liriche di Nelson e alle coreografie di Luca Tommassini.
Troppo facile e scontato (anche sbagliato) etichettarlo come il “La La Land italiano” (semplicemente perché è qualcosa di molto diverso), ma se lo slogan servirà a garantire maggior successo al film (sarà nelle sale dal 5 ottobre) va bene così. Perché se lo merita.
Valerio Sammarco, Cinematografo.it, 6 settembre 2017

Teatro en plein air, Napoli è per la seconda volta protagonista del cinema degli autori romani (Song'e Napule), concentrato sulla lingua, il gesto, la tradizione popolare, il sottogenere, la performance e rielaborato in qualcosa che avvicina il concetto di opera d'arte totale. Un'esperienza pre-estetica dell'espressione artistica in cui ogni manifestazione umana è fusa insieme. Musica, danza, pittura, scultura, narrazione, teatro, cinema, recitazione si fondono in maniera indistinta e primordiale nella sceneggiata sentimentale dei Manetti, liberando a pieno campo la creatività da ogni forma di costrizione dei singoli mezzi espressivi.
Flusso di coscienza magmatico, Ammore e malavita mette la sceneggiata in musical e reintroduce il cinema napoletano nel circuito nazionale. Esotismo di se stesso ieri, il film-sceneggiata allarga la sua azione a temi e mercati più vasti scartando la solitudine e l'emarginazione. In quella città aperta e organica, dove la vita non esiste senza la sua rappresentazione e la rappresentazione non esiste senza la vita, i Manetti pescano la maniera singolare in cui lingua e corpo giocano assieme. Materia benedetta che osservano instancabilmente per apprendere il proprio mestiere.
Ma Ammore e malavita non è un tributo archeologico alla sceneggiata, la cui popolarità è direttamente proporzionale alle lacrime versate. Marco e Antonio Manetti, prestanti già nel nome che li chiama, rovesciano energicamente il sadismo sentimentale del genere, quella maniera di porsi di fronte alla realtà, tragico e rassegnato. Ciro, o'ninja, si è formato alla scuola di donna Maria, cinefila onnivora che gli ha fornito con le visioni del cinema americano, la competenza pratica di un duro a morire. E Ciro non muore, rigenerando coi suoi autori l'immaginario e speculando (musicalmente e filosoficamente) sull'immaginario 'inguaribile' di "Gomorra" (libro, film, serie tv) nella trascinante pop robbery di Scampia.
Le canzoni di Nelson, cantautore napoletano, incarnano simbolicamente la maturità della musica napoletana, armonizzando tradizione e nuove tendenze, attaccamento alla città e proiezione verso un pubblico nazionale, tutto questo senza necessariamente cantare in italiano. Le note di Nelson non spuntano la crudezza della descrizione ambientale ma non smettono di cercare il sole nel buio cantato da Pino Mauro ("Chiagne femmena"), rivale storico di Mario Merola e portatore neomelodico di onore e guapparia. Gestendo magnificamente lo scarto tra verosimile e onirico, ovvero tra quotidiano e cantato, i Manetti realizzano un'opera eccitabile in cui confluiscono le loro passioni cinematografiche. Ma il richiamo a una canzone ("What A Feeling") o a una sequenza servono per congegnare meglio l'idea.
Le citazioni, che si ricordano anche di Dory, la pesciolina amnesica della Pixar, diventano veri e propri mattoni su cui si edifica il loro musical. Un rocambolesco viaggio sentimentale tra flânerie marittime e ballate interiori che respinge il delitto d'onore e riprende in maniera critica la canzone napoletana (e la sua sceneggiata), che si fa modello per nuove composizioni. Con i Manetti il cinema napoletano spara (con la Beretta) alle sue convenzioni e trova possibilità espressive fino ad oggi inedite. Bang!
Marzia Gandolfi, Mymovies.it, 6 settembre 2017

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: Michelangelo La Neve, Manetti Bros. (Antonio Manetti), Manetti Bros. (Marco Manetti), Carlo Macchitella
Sceneggiatura: Antonio Manetti, Marco Manetti, Michelangelo La Neve
Fotografia: Francesca Amitrano
Musiche: Pivio , Aldo De Scalzi
Montaggio: Federico Maria Maneschi
Scenografia: Noemi Marchica
Costumi: Daniela Salernitano
Suono: Lavinia Burcheri
Altri titoli: Nun è Napule



Nazione
ITALIA
Distribuzione
01 DISTRIBUTION
Altri titoli
Nun è Napule

 

Antonio Manetti noto anche come: Manetti Bros.
Nato a ROMA il 16 novembre 1970. Meglio conosciuto, con il fratello Marco, con il nome di Manetti Bros. Insieme, i due fratelli hanno curato la regia di alcuni spettacoli teatrali ma soprattutto videoclip musicali e video-servizi di programmi televisivi. Dopo aver realizzato alcuni cortometraggi - tra cui l'episodio "Consegna a domicilio" contenuto nel film collettivo "De-generazione" (1995, premio del pubblico al Myfest di Cattolica) e "Torino boys" (1997, premio speciale della giuria al Festival Cinematografico di Torino), nel 2000, grazie al sostegno di Carlo Verdone, debuttano nel lungometraggio con "Zora la vampira", ispirato alla maestria innovativa di Mario Bava (maestro riconosciuto dell'horror italiano anni '60). Il film è anche un tributo alla cultura giovanile hip-hop con una colonna sonora all'insegna della musica rap. Nello stesso anno firmano anche la sceneggiatura per "Il segreto del Giaguaro", esordio alla regia di Antonello Fassari, mentre nel 2005 realizzano il loro secondo film 'Piano 17', premio del pubblico al 'Courmayeur Noir In Festival 2005'. Per la televisione, oltre alla serie in quattro puntate sull'ispettore Coliandro, nata dalla penna di Carlo Lucarelli, hanno diretto anche tre puntate di "Crimini", serie ispirata ai racconti di giallisti italiani: 'Il bambino e la befana', su soggetto di Giancarlo De Cataldo, 'Rapidamente' da Carlo Lucarelli e 'Morte di un confidente' scritto da Massimo Carlotto. Nel 2011 realizzano "L'arrivo di Wang", presentato al 68. Mostra del Cinema di Venezia nella sezione competitiva "Controcampo". Nel 2012 invece realizzano la loro prima opera in 3D portando nelle sale italiane l'horror "Paura".

Marco Manetti noto anche come: Manetti Bros.
Nato a ROMA il 15 gennaio 1968

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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