LUNEDì 15 maggio
ore 21.00

in nome del popolo italiano

 Regia: Dino Risi
 Attori: Ugo Tognazzi - Giudice Mariano Bonifazi, Vittorio Gassman - Lorenzo Santenocito, Yvonn Furneaux - Lavinia Santenocito, Michele Cimarosa - Maresciallo Casciatelli, Ely Galleani (Ely De Galleani) - Silvana Lazzorini, Pietro Tordi - Prof. Rivaroli, Simonetta Stefanelli - 'Giugi' Santenocito, Franco Angrisano - Colombo, Renato Baldini - Rag. Cerioni, Pietro Nuti - Avvocato di Santenocito, Checco Durante - Pieronti, l'archivista, Maria Teresa Albani - Signora Lazzorini, Enrico Ragusa - Riziero Santenocito, il padre, Edda Ferronao - Cameriera di Santenocito, Franca Scagnetti - La portinaia, Francesco D'Adda - Lipparini, il cancelliere, Vanni Castellani - Sirio, Claudio Trionfi - Giornalista TV, Franca Ridolfi - Doris, l'attrice, Gianfilippo Carcano - Signor Lazzorini, Giò Stajano - Floriano Roncherini, Paolo Paoloni - Primario della Clinica Psichiatrica, Marcello Di Falco - Segretario di Santenocito, Franco Magno - Industriale fra i premiati, Pietro Ceccarelli - Inserviente al Palazzo di Giustizia
Altri titoli: In the Name of the Italian People International, Au nom du peuple italien, Abend ohne Alibi
Durata: 103'
Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, THRILLER
Produzione: INTERNATIONAL APOLLO FILM
Distribuzione: FIDA CINEMATOGRAFICA - MITEL, DELTAVIDEO, NUMBER ONE VIDEO
   

Trama

Indagando sulla morte di una giovane tossicomane, Silvana, avvenuta in circostanze che fanno pensare a un delitto, il giudice istruttore Bonifazi scopre che nella sua fine può in qualche modo essere implicato l'industriale Lorenzo Santenocito, un ricco e spregiudicato speculatore edile che, sotto l'etichetta delle "pubbliche relazioni" si serviva di Silvana per intrattenere i suoi clienti altocati. Dopo aver cercato di bloccare sia con le minacce che con le lusinghe l'inchiesta di Bonifazi e dopo aver fatto rinchiudere in manicomio il vecchio padre, che non si è voluto prestare a inventargli un alibi per la sera della morte di Silvana, l'industriale riesce finalmente a procurarsi una falsa testimonianza, che dovrebbe scagionarlo definitivamente. Bonifazi però lo smaschera e soltanto in una calda giornata estiva, in una Roma impazzita per la vittoria dell'Italia sull'Inghilterra, scoprirà la verità. Forse i veri colpevoli sono il 'sistema' e la società e anche l'integerrimo giudice dovrà chinare la testa...

Critica

Pungente (anche troppo) e ambigua (ancor di più) commedia di costume, densa di inusuali parolacce, da un canovaccio premonitore di Age e Scarpelli, che picchia con maggior veemenza di Berlusconi sui guasti della giustizia a senso unico. Dino Risi dirige con mano sicura una coppia superba: il misurato Ugo Tognazzi, amaro e sommesso, è più convincente di Vittorio Gassman, a volte eccessivo nei toni grotteschi.
Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 30 luglio 2002

Mariano Bonifazi (Ugo Tognazzi), combattivo giudice di sinistra, si trova ad indagare sulla misteriosa morte di una giovane ragazza, che si rivela poi essere una prostituta d’alto bordo. Gli indizi conducono a sospettare con chiarezza la responsabilità del potentissimo ed influentissimo imprenditore Lorenzo Santenocito (Vittorio Gassman). Le prove paiono essere schiaccianti, emergono episodi di falsa testimonianza, corruzioni in donne e denaro, ma il colpo di scena con amaro finale è in agguato… Graffiante, ironico e tagliente come le migliori commedie all’italiana sanno essere, In Nome del Popolo Italiano mette in luce usanze e pratiche deplorevoli dei piani alti della società assai dure a morire ancor oggi (basti vedere i recenti scandali imprenditorial-governativi), con annessa una visione amara e pessimista della società italiana del tempo tranquillamente estendibile anche alla dimensione odierna. I ricchi, i potenti, gli uomini di successo sono dei farabutti assurti alla loro posizione in maniera fraudolenta, ma da loro non si discostano poi più di tanto i poveri e gli onesti, la cui distanza da pratiche delinquenziali di arricchimento deriva non tanto da moralità quanto da incapacità ed impossibilità di metterle in pratica. In Santenocito si esplica tutta la miseria italiana (che se ne possa riscontrare un esempio analogo, per quanto assai più elevato, nella realtà attuale?), come il magistrale finale del film illustra mettendo in scena con il suo volto la folla irrazionalmente in festa dopo una vittoria della nazionale calcistica. Eccezionali i caratteristi messi in gioco: Ugo Tognazzi regala una grande e lucida interpretazione, mentre Gassman si conferma, una volta di più, uno dei più straordinari attori italiani. La sceneggiatura è semplice ma avvincente e ben congegnata, anche se la natura commediografata spinge Risi ad insistere un po’ troppo sull’aspetto macchiettistico delle comparse. Azzeccata la colonna sonora.
G. Romagna, Mymovies.it, aprile 2010

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: Age , Scarpelli (Furio Scarpelli)
Sceneggiatura: Age , Scarpelli (Furio Scarpelli)
Fotografia: Sandro D'Eva, Carlo Fiore - (operatore)
Musiche: Carlo Rustichelli - Le musiche sono dirette dall'autore e da Gianfranco Plenizio. La canzone "Non dovrei" di Phersu e Rizzati è cantata da Franco Morselli.
Montaggio: Alberto Gallitti
Scenografia: Luigi Scaccianoce
Arredamento: Bruno Cesari
Costumi: Enrico Sabbatini
Aiuto regia: Renato Rizzuto, Claudio Risi - (assistente)



Nato a MILANO il 23 dicembre 1916
Morto a ROMA il 7 giugno 2008
Dino Risi
Considerato uno dei padri della commedia all'italiana - è stato definito 'il Billy Wilder di casa nostra' - ha contribuito al successo di attori come Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi. Figlio di un medico, si laurea in Medicina e si specializza in Psichiatria, ma ben presto abbandona la professione per dedicarsi al cinema al seguito dei suoi amici Mario Soldati e Alberto Lattuada. Dopo l'8 settembre del '43 si rifugia in Svizzera dove frequenta il corso di regia tenuto da Jacques Feyder. Tornato a Milano collabora come critico cinematografico sul quotidiano 'Milano sera' e inizia a girare documentari. Nel 1952 debutta nella regia cinematografica con "Vacanze col gangster". Tra i film che hanno contribuito maggiormente al suo successo, anche a livello internazionale, "Poveri ma belli" (1957), "Il sorpasso" (1962), "I mostri" (1963) e soprattutto "Profumo di donna" (1974). Grazie a quest'ultimo ottiene il David di Donatello per la miglior regia e a Cannes la candidatura alla Palma d'oro (Vittorio Gassman viene invece premiato come miglior attore). Il film riceve anche due nomination all'Oscar: per la miglior sceneggiatura e come miglior film straniero, in Francia gli viene assegnato il César nella stessa categoria e nel 1992 ne è stato fatto un remake con Al Pacino protagonista. Nel 2002 alla 59ma Mostra del Cinema di Venezia gli viene assegnato il Leone d'oro alla carriera. Dalla moglie Claudia, svizzera, ha avuto i figli Marco e Claudio, anche loro impegnati nel cinema, il primo come regista e il secondo come produttore. Suo fratello Nelo, come lui, dopo gli studi di medicina e poi di psichiatria, si è dedicato alla regia. E' morto a Roma nel residence Aldovrandi, davanti a Villa Borghese, dove viveva da molti anni.

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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