GIOVEDì 15 febbraio
ore 18.30
(Sala Lampertico)
VENERDì 16 febbraio
ore 16.30 - 18
(Sala Lampertico)
SABATO 17 febbraio
(ore 16.30 In lingua orig. INGLESE con sottotitoli)
ore 18.00 
(Sala Lampertico)
DOMENICA 18 febbraio
ore 18 - 20.30
(Sala Lampertico)

theparty LOCANDINA

Regia
Sally Potter
Genere
COMMEDIA, DRAMMATICO
Durata
71'
Anno
2017
Produzione
ADVENTURE PICTURES, OXWICH MEDIA
Cast

Kristin Scott Thomas (Janet), Timothy Spall (Bill), Patricia Clarkson (April), Bruno Ganz (Gottfried), Cillian Murphy (Tom), Emily Mortimer (Jinny), Cherry Jones (Martha)

Trama

Janet è appena stata nominata ministro del governo ombra, il coronamento della sua carriera politica. Lei e il marito Bill decidono di celebrare l'evento con pochi amici stretti, ma quando gli ospiti arrivano nella loro casa di Londra la festa prende una brutta piega: Bill, infatti, improvvisamente fa due rivelazioni che scioccano Janet e tutti i presenti. Da quel momento, nonostante la facciata di sinistra colta e liberale, tutti loro sono pronti a mettere in discussione amore, amicizia, opinioni politiche e un intero modo di vivere. Sotto la superficie elegantemente liberal degli ospiti freme la rabbia. Lo scontro li spingerà a sfoderare l'artiglieria pesante, anche in senso letterale.

Critica

La commedia nera (e in bianco e nero) The Party, l’ultima fatica della regista inglese Sally Potter, arriva alla Festa di Roma (nella sezione Tutti ne parlano) dopo il passaggio, in concorso, all’ultimo Festival di Berlino.
Brillano Kristin Scott Thomas, Patricia Clarkson e Bruno Ganz. Brexit, Le Pen, Trump, chi ha creduto nell’Europa, e nella forza della ragione, almeno in Occidente, sta raccogliendo i cocci degli ideali infranti. Una buona occasione per la raffinata regista britannica di girare un film che tiri giù il velo sulla realtà con ironia.
Janet (Kristin Scott Thomas) ce l’ha fatta ed è arrivata al potere: diventerà ministro della salute. Si deve festeggiare, tra amici intimi. La festa, però, prende una piega inaspettata quando Bill fa due rivelazioni che sconvolgeranno la moglie e i presenti. Sette vite in poco più di un ora di pellicola. Il tempo è perfetto.
Una rappresentazione per pochi, in ambienti raccolti, di piccole dimensioni, dove la distanza tra pubblico e attori è piccola e lo sguardo del regista si concentra sulle più piccole sfumature dei gesti e delle espressioni. Il Kammerspiel di Sally Potter è intimistico e psicologico, e irresistibilmente ironico. L’equilibrio è perfetto. The Party è un tableau femminile per le donne e sulle donne. Ma anche empatico con la prospettiva maschile.
Potter punta sulle turbolenze, il panico, la collisione, il caos, per mettere a nudo le false sicurezze, la morale senza più consistenza dell’intellettuale (alto)borghese, il ruolo delle donne nell’era post – post femminista, il dibattito sui generi. La regista sessantasettenne ha sempre avuto uno sguardo profondo sulle donne, in lavori sperimentali, poetici, storici, autobiografici come Orlando, Lezioni di tango, Rage.
In The Party non rinnega la sua solidarietà femminile, la approfondisce. Dramma e commedia, The Party è soprattutto un divertissement veloce e cattivo. La situazione, per una generazione, e un’ Europa, senza più ideali e bloccata da un’insicurezza permanente, è molto seria. Ma non disperata.
Simone Porrovecchio, Cinematografo.it, 27 ottobre 2017

La ricchezza linguistica di The Party inizia già dal titolo, squisito doppio senso in lingua inglese che l'italiano deve scindere fra "partito" e "festa". Il primo significato è il motivo per l'esistenza del secondo, quale celebrazione di una vittoria ottenuta senza scadere nei compromessi.
Janet, infatti, ci appare subito come un'idealista, un'anima incapace di mentire. Il marito, invece, è un intellettuale, un equilibrista della parola, ma per la carriera di lei ha rinunciato alla propria. La conquista di una carica ministeriale merita la condivisione con l'intima amica April, una cinica americana, e col di lei compagno Gottfried, un naturopata tedesco. Ma anche con la coppia lesbica formata dalla vet-femminista Martha e la sua giovane compagna incinta Jinny, per finire con manager finanziario Tom e sua moglie Marianne, che tuttavia si annuncia in ritardo.
Sally Potter, generosa a specchiare l'alter ego in ciascuno dei propri personaggi, non fa eccezione per questa nuova fatica cinematografica, setacciando fra i "magnifici 7" pregi e virtù di una personalità profondamente complessa. A differenza di parecchi suoi film, The Party è una commedia, che vibra di arguzia e cinismo come da miglior manuale di humor britannico.
Costruita su unità spazio-temporale e in tempo reale, si avvicina con evidenza ai canoni teatrali basandosi su un uso magistrale della parola. Non lontano da stile e tematiche di Harold Pinter, in realtà porta sullo schermo un testo completamente frutto del talento della Potter, che ha intessuto una raffinatissima sceneggiatura dove ogni elemento è "segno" funzionale al tutto, dunque essenziale ed indispensabile.
Esplosiva e seducente, la materia riflette criticamente sulla stringente attualità socio-politico-culturale del Regno Unito ampliando tuttavia gli orizzonti a una denuncia valoriale generalizzata dell'Occidente tutto. A tale scopo servono i contrasti attivati fra alcuni personaggi opposti come il "guru" Gottfried di aspirazioni orientali contro il materialista Tom di ovvia adesione al dio denaro. Illuminati da una fotografia in b/n che strizza l'occhio al vintage-evergreen, i personaggi beneficano di interpreti eccellenti, capaci di alternare tensioni ed esplosioni nella spasmodica attesa di colei (Marianne) che si attesterà come la causa del Caos, il Godot secondo Sally Potter. Per quanto notevole nella sua organizzazione complessiva, The Party non offre originalità linguistica né stilistica, rimandando ab origine a un certo tipo di teatro (come si diceva) ma anche ad opere cinematografiche costruite su territori similari, fra tutti "il" Carnage firmato da Roman Polanski.
Anna Maria Pasetti, Mymovies.it, 16 febbraio 2017

Uno spazio circoscritto, una manciata di personaggi e un limitato intervallo di tempo: tre elementi difficili da gestire, che però i grandi scrittori possono trasformare in una miscela esplosiva. Non è da tutti, ovviamente, e nelle mani sbagliate una situazione del genere può scivolare lentamente in una noia mortale, ma quando la penna è quella giusta, i personaggi diventano polvere da sparo, i dialoghi una miccia pronta a prendere fuoco e quell'unico elemento destabilizzante si trasforma in una pericolosissima scintilla.
È quello che a grandi linee accade tra le quattro mura in cui si tiene la festa che dà il titolo al nuovo lavoro di Sally Potter, quel The Party presentato in concorso all'edizione 2017 del Festival di Berlino, che affida la sua miscela esplosiva alla incontestabile bravura di un cast che comprende Kristin Scott Thomas e Timothy Spall, Patricia Clarkson e Bruno Ganz, Cillian Murphy ed Emily Mortimer.
Un film dal sapore teatrale e lo spirito altamente cinematografico, girato in uno splendido bianco e nero capace di evocare e sottolineare i contrasti evidenti ed estremi.
Un breve, fulminante flash su quello che sarà apre The Party, che poi si rifugia nell'apparente tranquillità della casa di Janet e Bill: gli ospiti per la festa stanno arrivando, a cominciare da April e Gottfried e le prime chiacchierate ci fanno subito capire che l'atmosfera non sarà delle più allegre: in particolare Bill sembra poco propenso ad interagire col chiacchierone Gottfried, mentre le due donne in cucina si lasciano andare a dialoghi taglienti, senza risparmiare niente e nessuno. L'arrivo di Martha e Jinny non fa che accrescere la tensione, che sale di ritmo quando è Tom ad entrare in scena, già annunciato come insopportabile e portatore di un segreto che a noi spettatori viene abilmente mostrato. La miscela è così pronta ad esplodere e a regalare emozioni forti, battute taglienti e sviluppi imprevedibili.
Sally Potter gioca con lo spettatore, si diverte a piazzare le sue pedine, suggerire per poi sviare. Lo fa tramite il Tom di Cillian Murphy, elemento destabilizzante di una situazione già delicata che emerge da dialoghi scritti con cura, accenni, sguardi e in generale da interpretazioni che danno credibilità e spessore a personaggi vivi e drammaticamente autentici. Il merito è sicuramente dello script della Potter, preciso, coeso e diretto, che detta tempi e tono del racconto, sfruttando la situazione per raccontare qualcosa non solo delle figure in gioco, ma di un momento storico complesso e malato in cui oggi viviamo. Eppure non bisogna sottovalutare il lavoro di tutti gli interpreti in scena in The Party, con menzione speciale per uno straordinario Timothy Spall, capace di esprimere tanto del suo Bill non solo attraverso i dilatati dialoghi del personaggio, ma anche attraverso i suoi silenzi.
Un film come quello della Potter affonda le radici nella tradizione teatrale che è alle origini del cinema stesso, ma non si serve dello spazio circoscritto di un appartamento per riprodurre il teatro: l'appartamento di Janet e Bill non è mai rappresentato come un palcoscenico, non abbiamo mai una visione d'insieme, anzi la macchina da presa della regista è strumento puramente cinematografico, fungendo da lente per mostrarci solo quello che l'autrice vuole. Il tutto valorizzato da una selezione musicale che accompagna le sensazioni dei personaggi e del racconto, e soprattutto dal magnifico bianco e nero creato dal direttore della fotografia russo Aleksei Rodionov, che sottolinea e amplifica estremi e contrasti, richiamando quelli che i protagonisti ci stanno raccontando. The Party è insomma un piccolo, grande film, capace di stupire ed emozionare divertendo, perfetto per chi ama le sceneggiature fatte di dialoghi brillanti e sagaci e grandi interpretazioni. Ma in generale per chi ama il buon cinema.
Antonio Cuomo, Movieplayer.it, 16 febbraio 2017

Da bambina facevo spesso un gioco: aprire un libro e leggerne la prima e l’ultima parola. Se si accoppiavano bene provavo un vago senso di soddisfazione, come se l’opera stesse rispondendo a un qualche disegno più alto; nel caso in cui le due parole costituissero solo un insieme bizzarro devo dire che, tutto sommato, non me dispiacevo poi tanto. Crescendo, invece, ho iniziato a dare molta più importanza a un buon incipit che non a una conclusione che riesca perfettamente a mettere la parola “fine”.
Lo stesso accade al cinema. La prima scena è quella che, più facilmente, può rimanere impressa. Una sorta di biglietto da visita. Bisogna maneggiarla con cura, quindi. Studiarne con precisione i dettagli. Forse anche giocarci un po’. Presentarci un film la cui scena iniziale abbia tutta l’aria di essere niente meno che la climax della storia è una scelta audace, un rischio che se si decide di correre deve almeno trovare la sua ragion d’essere in un’ottima struttura narrativa che riesca a far crescere gradatamente la tensione. In caso contrario, l’azzardo si fa errore e si macchia di presunzione. Sally Potter però non ha paura e The Party inizia un po’ così, con lo slancio di una battuta finale su cui ci si voglia giocare la riuscita di un film, una pistola puntata allo spettatore e la domanda “come siamo arrivati a questo punto?” che ci ronza nella testa.
The Party è la nuova commedia drammatica di Sally Potter in cui scontri ideologici, politici e filosofici la fanno da padrone in un continuo accumularsi di tensione
Mai come questa volta il titolo, nella sua manifesta semplicità, è capace di incarnare la doppia anima del film. Giocando sulle due accezioni di “festa” e “partito”, The Party dà subito la cifra significativa della pellicola che ruota attorno ai due poli della conquista politica e del ricevimento organizzato per festeggiarla. L’uno causa scatenante dell’altro, funzionano entrambi come pretesti per dare il via all’azione riunendo nella stessa casa tutti i protagonisti.
Da poco eletta ministra della Salute del governo ombra, Janet (Kristin Scott Thomas) sente il bisogno di festeggiare l’avvenimento con i suoi amici più intimi, un gruppo assai eterogeneo di personaggi, i quali, arroccati nei loro rispettivi credo manichei, si muovono e dibattono all’interno di un film che altro non è se non un dissacrante e crudele specchio della nostra società. Invitati sono la cinica, realista April (Patricia Clarkson) con il compagno Gottfried (Bruno Ganz), un guru spirituale che diffida della medicina moderna, Martha (Cherry Jones), docente universitaria di studi di genere, con la compagna Jinny (Emily Mortimer), Marianne, collega di Janet, insieme al marito banchiere Tom (Cillian Murphy) e, chiaramente, Bill (Timothy Spall), marito di Janet, altro docente universitario da sempre votato al materialismo.
Perfettamente orchestrata da un’abile regista, The Party è una commedia cruda il cui intento di critica sociale è sì ben presente ma non prende mai le redini del gioco, rendendo il prodotto un film sempre godibile nella sua incessante scalata verso lo scioglimento finale. La storia è quasi banale nella sua semplicità. Mentre Janet accoglie i primi ospiti e finisce di mettere a punto la cena la vediamo che si scambia messaggi e telefonate con l’amante. Ancor prima che la festa abbia inizio Bill si è invece ritirato in soggiorno con espressione derelitta cercando di trovare sfogo alle sue angosce nella buona musica e in un bicchiere di vino.
Poco dopo, vediamo entrare in scena i vari personaggi partendo da Tom, visibilmente in balia di una tempesta emotiva che combatte tra il desiderio di usare la pistola che tiene nascosta sotto la giacca e quello di liberarsene, il tutto condito da sniffate furtive di cocaina nel bagno della casa di Janet. Martha e Jenny, invece, aspettano tre figli ma il lieto annuncio sarà la scintilla che innescherà un duro confronto tra le due in cui l’unica soluzione sarà mettere a nudo le proprie paure. Infine, i problemi di coppia sono all’ordine del giorno anche per April e Gottfried, i cui caratteri e le cui ideologie sono troppo diverse per sperare di andare davvero d’accordo.
The Party non si perde mai in inutili preamboli o didascaliche presentazioni, preferendo che sia l’incalzante scambio di battute tra i personaggi a darci la cifra delle loro personalità. Scontri ideologici, tradimenti, vacillazioni del proprio credo sono l’anima di una pellicola che prende a pretesto un’occasione di festa per presentarci una disamina sociale in cui le relazioni umane vengono messe a nudo per quello che sono veramente: un fragile accordo tra vari individui pronto ad andare in pezzi quando è la propria soggettività a essere messa in discussione. Sorretto da un cast d’eccezione, The Party è un film intrinsecamente inglese, una commedia che sa di teatro, i cui dibattimenti politici e filosofici che non si risparmiano attacchi al sistema sanitario e alle istituzioni accademiche ricordano lo Stoppard di Jumpers ma senza allunaggi, attrici decadute, lepri e tartarughe. È un film denso, positivamente intellettuale e brillante. Un film che in poco più di un’ora convince, sorprende e intrattiene con maestria e intelligenza.
Serena Scateni, Cinematographe.it, 30 ottobre 2017

Trailer


Altre informazioni

Sceneggiatura: Sally Potter
Fotografia: Aleksei Rodionov
Montaggio: Anders Refn, Emilie Orsini
Scenografia: Carlos Conti
Costumi: Jane Petrie
Produzione: ADVENTURE PICTURES, OXWICH MEDIA
Colore: B/N



Nazione
GRAN BRETAGNA - 2017
Distribuzione
ACADEMY TWO (2018)

 

Nata nel 1949 a LONDRA ha iniziato a realizzare cortometraggi sperimentali da ragazza. Contemporaneamente frequenta corsi di ballo e coreografia e negli anni '70 insegna alla London School of Contemporary Dance prima di fondare una propria compagnia, la Limited Dance Company. Divenuta in seguito una apprezzata e premiata regista e artista teatrale, ha realizzato monologhi ma anche spettacoli complessi. Nel 1979 realizza il corto "Thriller" molto apprezzato nel circuito dei festival internazionali, a cui seguono: il corto "The London Story" (1980), il primo lungometraggio "The Gold Diggers" (1983), due documentari (uno del 1986 e uno del 1988), "Orlando" (1992) - pellicola che ha avuto due nomination all'Oscar e 25 premi internazionali - e "Lezioni di Tango" (1997). Ha composto anche la colonna sonora dei film "Orlando" e "Lezioni di Tango".

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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