VENERDì 8, SABATO 9 e DOMENICA 10 dicembre
ore 18 - 20.30
(Sala Lampertico)

sami locandina

Regia
Amanda Kernell
Genere
DRAMMATICO
Durata
120'
Anno
2016
Produzione
NORDISK FILM PRODUCTION IN CO-PRODUZIONE CON OSKAR ÖSTERGREN, BAUTAFILM AB
Cast

Lene Cecilia Sparrok (Elle Marja), Mia Erika Sparrok (Njenna), Maj Doris Rimpi (Elle Marja), Olle Sarri (Olle), Hanna Alström (Insegnante), Malin Crépin(Elise), Andreas Kundler (Gustav), Julius Fleischanderl (Niklas), Lillie Sparrok (Aahkka), Ylva Gustafsson (Laevie), Anna Sofie Bull Kuhmunen (Anna-Stina), Tom Kappfjell (Aajja), Beata Cavallin (Hedda), Jonar Thomasson (Jon-Olov)

Trama

La 14enne Elle Marja è una innocente ragazzina della comunità Sami (i nativi dell'estremo nord svedese) esposta al razzismo coloniale degli anni Trenta e alla certificazione della razza a cui è sottoposta a scuola. Elle Marja sogna però una vita diversa e vuole diventare "svedese". Per riuscirvi, però, dovrà interrompere ogni rapporto con la sua famiglia e con la cultura della sua gente...

Critica

Discendente dalla comunità Sami da parte paterna, la regista svedese Amanda Kernell racconta la storia di un razzismo poco conosciuto e raramente rappresentato al cinema, se non in rari film come The Cuckoo (2002) del regista russo Alexander Rogozhkin.
Eppure gli indigeni del nord della Norvegia, Svezia ed altri Paesi Scandinavi sono a lungo stati vittima di intolleranza etnica e di una sistematica soppressione culturale. Sami Blood dunque, è un'intensa storia di discriminazione e di riscatto interamente raccontato in un lungo flashback dalla protagonista che, ormai anziana, ritorna nella sua terra per il funerale della sorella e si abbandona ai ricordi. Nel tempo sospeso della memoria si svolge il racconto che dal rimosso dell'inconscio riemerge su delle note dolci amare in una persistente visione.
Da piccole, Elle Marja e Njenna, interpretate da due vere sorelle, Lene Cecilia e Mia Erika Sparrok, vengono mandate dal loro villaggio alla scuola per Sami dove sono costrette a parlare solo svedese, a sottoporre il loro corpo a umilianti esami medici che certifichino la razza, a ricevere continui insulti da parte dei vicini svedesi. Ma Elle Marja non intende più essere "un animale da circo" e vuole continuare a studiare, noncurante del pregiudizio secondo cui i Sami non abbiano le stesse capacità intellettive degli altri. Dimesso il vestito tradizionale, la ragazza così fugge a Uppsala, dove chiede ospitalità a un ragazzo appena conosciuto e si iscrive a una scuola svedese.
Una messa in scena resa ancora più appassionante dalla brillante interpretazione di Lene Cecilia Sparrok, la cui espressività del volto traduce tutta l'istintività della lappone cresciuta nella natura selvaggia, ma anche la curiosità e la determinazione della ragazza decisa a scrivere la propria storia e a sfuggire al destino che la cultura Sami le avrebbe riservato. Sami Blood diventa quindi un viaggio alla ricerca della propria identità tra il rigetto della propria cultura d'appartenenza e il desiderio di una nuova vita. Tuttavia, la quête di Elle Marja, a disagio sia tra i Sami che tra gli svedesi, lascia aperti molti interrogativi. Sugli effetti psicologici del rifiuto delle proprie origini e sullo sradicamento forzato dal contesto sociale e culturale la regista vuole riflettere senza dare alcuna risposta. Nello sguardo di Elle Marja anziana, come in un lago ghiacciato, si rispecchia però lo svuotamento affettivo e il lacerante senso di colpa a cui è troppo tardi porre rimedio.
Non resta che ammirare l'incanto dei paesaggi fiabeschi della Svezia del nord che appaiono sui toni ancor più cupi di un malinconico ricordo. Di fronte alla terra d'origine, all'immagine delle risate con la sorella scomparsa, sull'eco del canto yoik il cuore non sembra concordare con la mente. L'identità è scritta nel sangue.
Francesca Ferri, Mymovies.it, Novembre2017

Non tutti sono a conoscenza di che cosa la Norvegia, la Svezia e La Finlandia fecero al popolo Sami. I Sami, da non confondere con i Lapponi, sono gli antichi abitanti dell’estremo Nord della Svezia e della Finlandia; un fiero popolo di allevatori di renne, dotato di una spiritualità profonda e sciamanica legata al culto della Madre Terra.
Le suggestive canzoni intonate dalla protagonista del film, richiamano gli animali e parlano direttamente la lingua delle valli e dei boschi sconfinati, fin nella profondità delle fredde acque dei laghi.
Elle Marja (Lene Cecilia Sparrok) è una ragazzina Sami di quattordici anni: insieme alla sorella Njenna (Mia Erika Sparrok) viene inviata in un collegio per imparare la lingua e la cultura svedese. Mentre la sorellina non riesce adattarsi e soffre di nostalgia, Elle Marja, intelligente e sveglia, è la prima della classe e desidera ardentemente essere uguale a tutti gli altri svedesi. Ma scoprirà il razzismo e i pregiudizi che gravano sul suo popolo. I Sami sono considerati selvaggi, alla stregua di attrazioni da circo, buoni solo per accoglienze folkloristiche e fotografie sui libri di antropologia. La ragazza vorrebbe proseguire gli studi ma la sua insegnante (Hanna Alstrom) le chiarirà subito che i Sami hanno il cervello troppo piccolo per farcela da soli, nel mondo. Ma la nostra eroina, una ragazza-bambina di piccola statura ma con gli occhi pieni di fuoco, non si arrenderà facilmente. Costretta a bruciare i suoi abiti Sami, a strappare dal cuore le sue radici, a rinnegare l’amata sorella e cancellare tutto ciò che è, pur di diventare quel che vuole e che sente di avere il diritto di essere.
Cambiare identità, negare il passato, cambiare nome. Ogni gesto è carico di dolore, e la giovane regista Amanda Kernell, alla sua opera prima, lo sa raccontare.
Nulla, neppure le profonde umiliazioni di essere stata misurata e schedata, secondo la genetica razzista coloniale degli anni Trenta, potranno toglierle il posto che la ragazza vuole nel mondo. Cambiare identità, negare il passato, cambiare nome. Ogni gesto è carico di dolore, e la giovane regista Amanda Kernell, alla sua opera prima, lo sa raccontare. La sua regia si accorda con la recitazione di Lene Cecilia Sparrok, misurata e al contempo esplosiva, e va di pari passo con la bellezza dei panorami svedesi, composti, freddi, eppure immensi e indomiti.
Sami Blood è risultato il vincitore del LUX Prize, il prestigioso premio cinematografico assegnato annualmente a un film di produzione europea dal Parlamento Europeo.
Ed è un film che va visto e fatto assolutamente vedere anche ai ragazzi, dalle scuole medie in su, non solo perché parla di discriminazione fra esseri umani, ma perché la protagonista riuscirà, attraverso un percorso sofferto fatto di rimozioni e di ricordi, a trovare finalmente se stessa.
Emanuela Di Matteo, Silenzioinsala.com, novembre 2017

Trailer


Altre informazioni

Sceneggiatura: Amanda Kernell
Fotografia: Petrus Sjövik, Sophia Olsson
Musiche: Kristian Eidnes Andersen
Montaggio: Anders Skov
Scenografia: Olle Remaeus
Costumi: Sara Svonni, Viktoria Mattila
Effetti: Martin Madsen



Nazione
SVEZIA, DANIMARCA, NORVEGIA
Distribuzione
CINECLUB INTERNAZIONALE (2017)
Titolo originale
SámiBlood

 

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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