SABATO 3 giugno 
ore 20.30 (Sala Lampertico) 
DOMENICA 4 
ore 18.00 (Sala Lampertico)

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Regia
Oren Moverman
Genere
DRAMMATICO
Durata
120'
Anno
2017
Produzione
CHUBBCO FILM, BLACKBIRD, IN ASSOCIAZIONE CON PROTAGONIST PICTURES
Cast

Richard Gere (Stan Lohman), Laura Linney (Claire Lohman), Steve Coogan (Paul Lohman), Rebecca Hall (Katelyn Lohman), Chloë Sevigny (Barbara Lohman), Adepero Oduye (Nina), Michael Chernus (Dylan Heinz), Charlie Plummer (Michael Lohman), Seamus Davey-Fitzpatrick (Rick Lohman), Miles J. Harvey (Beau Lohman), Joel Bissonnette (Antonio)

Trama

Stan Lohman, membro del Congresso in corsa per la carica di governatore, accompagnato dalla giovane moglie Katelyn, invita a cena in uno dei ristoranti più esclusivi della città suo fratello minore Paul e la moglie Claire. Quella che sembra essere una normale riunione familiare, si rivela essere invece l'occasione per discutere di un terribile omicidio commesso dai rispettivi figli e ancora impunito. I quattro genitori si trovano di fronte ad un doloroso dilemma morale: proteggere i propri ragazzi nascondendo la verità o agire secondo giustizia e denunciare il crimine? Portata dopo portata i rapporti si frantumano e si svelano i veri volti dei quattro protagonisti, restituendo una rappresentazione feroce della natura selvaggia dell'uomo, ben celata sotto la superficie delle convenzioni sociali e delle apparenze borghesi.

Critica

Dei romanzi europei contemporanei, La cena di Herman Koch è uno dei più rappresentati. The Dinner di Oren Moverman è la 3° versione cinematografica (dopo quella olandese e quella italiana di Ivano De Matteo, I nostri ragazzi) e arriva in concorso al festival di Berlino anche in virtù di un ricco cast capitanato da Richard Gere: ma anche perché è il più interessante dei film finora visti alla Berlinale.
La trama vede due fratelli (uno candidato alla carica di governatore, l’altro insegnante instabile) e le loro mogli radunati per una cena importante: si deve discutere di un evento drammatico che può cambiare la loro vita e quella dei loro figli. Quale sia questo evento e quali siano le dinamiche familiari in gioco la sceneggiatura (dello stesso regista) lo rivela attraverso flashback che si incastrano gli uni agli altri rendendo The Dinner un dramma familiare, sociologico e psicologico di una certa complessità, soprattutto grazie al lavoro di Moverman.
Il regista infatti, partendo da un bersaglio satirico un po’ facile come l’alta borghesia, la politica, i ristoranti di lusso e la loro retorica (il filo conduttore è quello di un maitre che presenta in modo molto affettato le portate), decide di lavorare più che sul racconto e sul dialogo – ferrei perché fedeli al romanzo – sull’immagine, sulla materia audiovisiva che compone il film, sui colori, le alterazioni e i diversi filtri, sul sound design rigoroso fatto di parole che s’intrecciano e suoni che interrompono il flusso, sulle inquadrature e i tempi spiazzanti (come l’uso ripetuto dello zoom che ridefinisce di continuo lo spazio dei personaggi).
Con un approccio quasi altmaniano, Moverman riesce a rendere in senso estetico il disagio e il malessere dei personaggi, avvicinandosi in modo intelligente agli eccessi, sia di stile che di racconto e anche se non mancano i fronzoli e le slabbrature, i passaggi a vuoto, il regista li usa per scavare nello spettatore, per lasciarlo dubbioso, per permettere al film di diventare realmente un discorso morale proprio evitando di imporre il proprio punto di vista. Moverman – più accredito come sceneggiatore che come regista – continua a comporre una propria poetica: di questa, The Dinner è uno dei risultati migliori.
Emanuele Rauco, Cinematografo.it, 10 febbraio 2017

Questo di Oren Moverman è il terzo adattamento cinematografico del romanzo 'La cena' (...). Dopo il primo firmato dal compatriota dello scrittore Menno Meyjes c'è stato nel 2014 quello del nostro Ivano De Matteo intitolato 'I nostri ragazzi'. Più libera quest'ultima interpretazione e più letterale la nuova arrivata americana. Ma la dinamica drammaturgica è la stessa e rimanda a molte altre assonanze con drammi a porte chiuse, 'da camera' e con pochi personaggi alle strette con i loro bilanci di vita: motivo pluri-frequentato da Roman Polanski. Ma anche alimento di un paio di altri recenti film italiani, sia pur mescolando dramma e commedia 'Il nome del figlio' di Francesca Archibugi e 'Dobbiamo parlare' di Sergio Rubini. Mentre il dilemma contenuto nella storia ci ricorda quello che accade in 'II capitale umano', il film di Paolo Virzì ispirato con molte licenze al romanzo omonimo di Stephen Amidon. Si tratta del periodico appuntamento in un lussuoso ristorante, con abituale strascico di tensioni e disagi, tra due fratelli e le rispettive mogli.
Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 18 maggio 2017

Piacerà anche se qualcuno si accorgerà che la storia l'ha già vista. In un film italiano di qualche anno fa 'I nostri ragazzi' (...). Tra l'uno e l'altro film c'è una bella virata a destra da parte dell'americano. (...) Credibile Gere, credibile Steve Coogan nelle sue nevrosi di intellettuale Usa finto progressista, finto antirazzista. Il bello di 'The Dinner' è proprio qui, nel conflitto tra le due Americhe, dove le belle idee non collimano spesso con le azioni e viceversa. Un gioco del massacro inedito e del tutto inaspettato. Recitato alla grande dai quattro convitati (la migliore della donne è Rebecca Hall).
Giorgio Carbone, 'Libero', 18 maggio 2017

Ennesima trasposizione de «La cena» di Koch, qui girata più in chiave politica, sulle ipocrisie della vita borghese. Il film va troppo spesso sopra le righe, ma, almeno, Gere strizza, meno del solito, gli occhi.
Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 18 maggio 2017

Un 'Carnage' molto più drammatico e complicato (...). Autore anche della sceneggiatura, Moverman spezza la cena con (troppi) rimandi e flashback per scavare in quello che considera il peccato originale del Paese, quell'odio fratricida che ha avuto il suo culmine a Gettysburg, durante la Guerra di secessione (...), e che dovrebbe aiutare a capire l'egoismo e la rabbia che guida i personaggi del suo film, dove le donne si rivelano fin peggiori dei loro consorti. Ma che solo nell'ultima parte, più compatta ed efficace, riesce a trovare l'intensità che aveva fatto la fortuna del romanzo.
Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 11 febbraio 2017

A Moverman va il merito di aver reso dinamica sullo schermo una storia che sulla carta è solo di dialoghi. Flash back si affacciano sul passato dei protagonisti, scoprendo complesse dinamiche familiari. Ridondanti invece le sequenze sulla storia fratricida degli Stati Uniti, la Guerra Civile, come a individuare il peccato originale di un paese dove ora Paul e Stan si fanno una guerra che in ogni caso lascerà profonde cicatrici.
Alessandra De Luca, 'Avvenire', 11 febbraio 2017

(…) Omar Moverman non è un cineasta di facile lettura o valutazione, ma di sicuro non è mai banale o scontato, e si è sempre dimostrato particolarmente abile nel dipingere personaggi atipici e nel dare loro un’anima, una personalità e una complessità di rapporti che non può non affascinare.
Talvolta tuttavia i suoi film risultano sfilacciati, privi di un vero baricentro e inclini a una sorta di auto-celebrazione stilistica che tende a soffocarne vitalità e spirito. Questo The Dinner può essere a tutti gli effetti considerato una summa dei pregi e difetti di quel regista capace comunque di stupire e affascinare con The Messanger, Love&Mercy o Time Out of Mind.
The Dinner offre una profonda riflessione sull’ideale di società e famiglia americana, sul tema del sacrificio e della responsabilità, su quell’enorme e orrendo vaso di Pandora che sono i rapporti umani, improntati (sembra suggerire Moverman) solo ed esclusivamente su un egoismo mascherato da sentimento. Quand’è che abbiamo perso completamente il controllo sui nostri figli? Sulle nostre priorità? Moverman ci guida in un universo ipocrita, abitato da personaggi deboli, strozzati dalle proprie falsità, da debolezze che mascherano punti di forza, inadeguati in ogni ruolo che cercano di ricoprire.
Giulio Zoppello, Cinematographe.it, 12 maggio 2017

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: Herman Koch – (romanzo)
Sceneggiatura: Oren Moverman
Fotografia: Bobby Bukowski
Montaggio: Alex Hall
Scenografia: Kelly McGehee
Costumi: Catherine George
Effetti: Vico Sharabani
Tratto da: romanzo "La cena" di Herman Koch (ed. Neri Pozza, coll. Bloom)
Produzione: CHUBBCO FILM, BLACKBIRD, IN ASSOCIAZIONE CON PROTAGONIST PICTURES

Nazione
USA
Distribuzione
VIDEA
Tratto da
romanzo "La cena" di Herman Koch (ed. Neri Pozza, coll. Bloom)

 

Nato (4 Luglio 1966 ) e cresciuto in Israele, vive e lavora a New York. I personaggi complessi e introspettivi sono i soggetti preferiti da questo sceneggiatore e regista israelo-americano. Ottenuti numerosi riconoscimenti grazie alla sceneggiatura di "Arsenico e vecchi confetti" (Ira Sachs, 2007) e del biopic su Bob Dylan "Io non sono qui" (Todd Haynes, 2007), nel 2009 scrive e dirige "Oltre le regole - The Messenger", premiato con l'Orso d'Argento al 59° Festival Internazionale del Film di Berlino e nominato agli Oscar 2010 per la miglior sceneggiatura originale. Nel 2012 realizza "Rampart", film scritto in collaborazione con il noto autore James Ellroy. Nel 2013 è chiamato a far parte della giuria internazionale per il Premio Miglior Opera Prima al 63° Festival internazionale del Film di Berlino.

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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