GIOVEDì 15 ottobre 2020
ore 20.45
(Sala ODEON)
VENERDì 16 e SABATO 17 ottobre
ore 16.00 (Sala ODEON)
ore 18.15 - 20.30
(Sala Lampertico)
SABATO ore 18.15 in V.O. con sottotitoli
DOMENICA 18 ottobre
ore 16.15 - 18.15
(Sala Lampertico)
ore 21 (Sala ODEON)

imprevisti digitali locandina

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Regia
Benoît Delépine , Gustave Kervern
Genere
COMMEDIA, DRAMMATICO
Durata
106'
Anno
2020
Produzione
SYLVIE PIALAT, BENOÎT QUAINON, BENOÎT DELÉPINE, GUSTAVE KERVERN PER LES FILMS DU WORSO, NO MONEY PRODUCTIONS
Cast

Blanche Gardin (Marie), Denis Podalydès (Bertrand), Corinne Masiero (Christine), Benoît Poelvoorde (Ragazzo servizio a domicilio), Vincent Lacoste (Ragazzo del video hard), Michel Houellebecq (Cliente suicida), Bouli Lanners (Dio/Hacker), Vincent Dedienne (Agricoltore), Philippe Rebbot (Fannullone), Clémentine Peyricot (Cathya), Lucas Mondher (Sylvain)

 

Benoît Delépine nato il 30 Agosto 1958. Regista, autore ed interprete, Benoit Delépine è una figura di artista poliedrico che ha fatto la sua gavetta in TV, approdando al cinema col suo compagno di avventure artistiche Gustave de Kervern, ma senza mai rinunciare alle tematiche satiriche e spiccatamente sociali già collaudate nel suo duro apprendistato televisivo.
È proprio alla televisione che deve il suo debutto. Comincia a farsi notare soprattutto come autore, lavorando per programmi d'intonazione satirica, quali Groland e Les Guignols de l'Info Quest'intenso periodo di sperimentazione gli permette di sviluppare magistralmente le sue capacità narrative, mettendo in discussione i linguaggi tradizionali in favore di ardite ed inedite soluzioni affabulatorie. Si tratta principalmente di sketch, brevi narrazioni da lui scritte ed anche interpretate, che rivelano il suo carattere poliedrico, la sua capacità di gestire con disinvoltura situazioni perlopiù comiche, ma arricchite di contenuti intriganti e satirici. Quando inizia il suo sodalizio con Gustave de Kervern, che viene dalla sua stessa formazione televisiva, Delépine comincia a meditare progetti più ambiziosi. Comincia a pensare al cinema.
Un veterano della televisione che si era distinto, oltre che come interprete, specialmente come autore, non poteva che avvicinarsi al cinema continuando a lavorare con la scrittura. Dalla sua penna nasce infatti Michael Kael contre la World News Company (1997), per la regia di Christophe Smith. È la storia di un giornalista, un corrispondente parigino della società americana indicata nel titolo, che viene inviato in Africa per un reportage su un festival di danza franco-africana. Ma ben presto Kael si renderà conto che quello del festival è solo un pretesto, dietro il quale si nasconde una precisa manipolazione mediatica nata per scopi politici. Perlopiù snobbato dalla critica, il film ottiene un grande successo di pubblico, al punto tale che Michael Kael, impersonato dallo stesso Delépine, diventa un alter ego del suo autore-interprete.
Dopo aver continuato a scrivere per altri registi, è il 2004 l'anno in cui approda dietro alla macchina da presa, insieme all'amico Kervern, con il quale dirige ed interpreta Aaltra, una cinica commedia su due nemici-amici paralitici, in cerca dell'uomo che ha costruito il trattore difettoso che li ha spediti in carrozzina. Sulle orme di Kaurismäki, realizza un insolito road movie che si snoda dalla Francia alla Finlandia, e che ottiene un considerevole successo di critica, spingendo l'accoppiata vincente a provarsi in un altro ambizioso progetto.
È il momento di Avida (2006), un noir in bianco e nero che, oltre ad omaggiare il genere, è un'esplicita dedica a Salvador Dalì, di cui Avida Dollars, il nome completo del personaggio principale, è l'anagramma. Nel cast, accanto ai due registi, figura il maestro Claude Chabrol. Presentato a Cannes nello stesso anno, il film conferma l'abilità narrativa del duo Delépine e Kervern.
Dopo aver sperimentato due generi diversi ma in realtà complementari, come la commedia e il noir, Delépine, sempre con la complicità di Kervern, decide di fondere definitivamente i due canoni (mai del tutto distinti, nelle precedenti produzioni) e di dirigere una "commedia nera", con evidenti spunti di satira, in cui si avverte marcatamente il sapore della pregressa esperienza in TV. Nasce così Louise Michel (2008), la storia di una coppia di improbabili killer assoldati per eliminare il proprietario di uno stabilimento tessile, che ha licenziato in blocco le sue operaie. La storia si fa portatrice di una spiccata denuncia sociale, terreno fertile per i due registi, che decideranno di approfondire la loro analisi incentrandola su un unico protagonista, interprete ideale del malessere collettivo.
È il caso di Mammuth (2010), la vicenda di un operaio in pensione (impersonato da Gerard Depardieu) che, dopo una vita totalmente consacrata a lavori disparati e malpagati, decide di ripercorrere le tappe della sua gioventù, per rintracciare i vecchi padroni che non gli hanno versato i contributi. Il titolo è giustificato dal soprannome del protagonista, modellato sull'omonima moto rombante che utilizza per compiere la sua travagliata odissea. È la storia di un uomo ordinario costretto ad un'esistenza altrettanto ordinaria, separato da quella stessa società cui appartiene e per cui ha speso le sue energie migliori, senza nemmeno ottenere i dovuti riconoscimenti, e obbligato per questo a chiudere i suoi conti con quel passato che credeva di essersi lasciato alle spalle. È anche un viaggio interiore, perché la dimensione sociale costringe il protagonista ad un ripiegamento su se stesso, alla riscoperta della sua esperienza individuale, accompagnato peraltro dal fantasma del suo primo amore (interpretato da Isabelle Adjani), che spalanca inoltre una finestra sul surreale. L'analisi di Delépine si fa dunque più ambiziosa, miscelando l'elemento on the road già presente in Aaltra, in una storia che aspira ad una totalizzante visione dell'esistenza.
Continuerà a lavorare in coppia con Gustav Kervern per i film successivi: Saint Amour (2016), I Feel Good (2018) e Imprevisti digitali (2020).

Gustave Kervern il 27 Dicembre 1962. Regista, attore e sceneggiatore francese, Gustave Kerven nasce all'inizio degli anni '60 in UK. Appassionato di musica, si stabilisce a Parigi con l'intento di sviluppare la sua passione lavorando in una casa discografica: la carriera audiovisiva di Kerven prende il via (senza in seguito fermarsi) su Canal +, come conduttore della trasmissione musicale Top 50 (1991-1993), e successivamente nel programma sul rock & roll Le plein de Super(1993-1994), mentre nel 1995 è intrattenitore di Les Niouzes. Rimane comunque costante in lui l'intento di sviluppare progetti che siano una ventata di originalità inedita per il pubblico francese. In particolare, a permettergli di realizzare le sue idee alternative è il fiorente connubio professionale con il regista, sceneggiatore e attore Benoît Delépine, unione che interessa nove dei quindici anni di carriera televisiva di Kerven: i due autori scrivono e recitano, infaticabili, una sequela di gag e sketch dissacranti che si sviluppano in programmi televisivi spesso satirici e ancor più spesso politicamente scorretti.
La collaborazione tra Gustave e Benoît comincia nel 2001 con Grolandsat, attraverso la costruzione di approfondite short stories messe in scena tramite sperimentazioni narrative che per i canoni della TV francese e il modus narrandi tradizionale rappresentano una novità. L'audience è alle stelle anche con i tv movies Ivre mort pour la patrie (1998), Patron sur mesure (2002) e l'on the road Don Quichotte de la revolution, in cui Kerven recita; e, inoltre, con diverse serie tv, come la già citata Grolandsat e Camera cafè (2002). Il poliedrico artista partecipa inoltre alla rivista cinematografica alternativa Cut. Galeotta è poi la produzione Toc Toc Toc che fa entrare in contatto Kerven e Delepine con il regista Maurice Pialat (1925 - 2003), il quale, individuando il forte potenziale della coppia comica, li spinge a tentare il passaggio al cinema.
Il primo film di Kerven è Aaltra (2004), che egli dirige, scrive e interpreta a quattro mani con il collega Delépine: il lungometraggio viene ospitato in diversi festival internazionali e si segnala soprattutto per l'influenza di Kaurismäki (a richiamarlo è l'uso che Kerven e Benoît fanno della spazialità e dei characters in scena) e per la tecnica di ripresa che alterna la telecamera nascosta a quella tradizionale. Nel 2006 la seconda pellicola di cui sono registi e interpreti, Avida, con un cast che include perfino Claude Chabrol, viene selezionata per partecipare fuori concorso al Festival di Cannes. Anche Louise-Michel (2008), terza opera del duo, ha un grande successo di pubblico e critica ed è oltretutto la prima ad essere distribuita in Italia: irriverente, caustica e sagace tratta di un gruppo di operai che si improvvisano killer (protagonisti gli straordinari Yolande Moreau, Bouli Lanners e Mathieu Kassovitz), e si aggiudica il Premio speciale della Giuria al Sundace Film Festival, importante vetrina di produzioni indipendenti. Nei (pochi) anni di pausa tra un film e l'altro Kerven si tiene comunque occupato, partecipando alla serie tv Groland Magzine nel ruolo di Gus. Il 2010 è un anno ancor più affollato: recita come protagonista nel francese Henry di Kafka e Pascal Remy (un ruolo che non lo vede in coppia con Benoit, per la prima volta da anni), mentre il Festival internazionale di Berlino ospita nella selezione ufficiale in corsa per l'Orso d'oro la quarta collaborazione cinematografica con Delepine, Mammuth (starring un gigantesco Gerard Depardieu e la grande Isabelle Adjani, oltre che Yolande "Louise" Moreau che ritorna a far parte del nutrito gruppo attoriale): anche quest'opera arriva in Italia, e l'anteprima è presenziata da Kerven.

 

 

credits:

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