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VENERDì 19 aprile 2019
ore 18 e 20.30
(Sala Lampertico)

1) FRONTIERA
2) SI SOSPETTA IL MOVENTE PASSIONALE CON L'AGGRAVANTE DEI FUTILI MOTIVI
3) MERCURIO
4) IM BAREN
5) PER SEMPRE
6) MY TYSON
7) PRENDITI CURA DI ME
8) BISMILLAH

Evento dedicato a una selezione, operata dalla FICE (Federazione Italiana Cinema d'Essai) tra il meglio della produzione nazionale “formato breve”.
La rassegna composta da 8 cortometraggi denota una decisa riscoperta dei generi e nel contempo una forte attenzione ai nostri tempi, con ben tre opere legate al fenomeno migratorio da punti di vista molto diversi tra loro, accomunati da un’elevata attenzione formale e stilistica. Frutto anche dei bandi Migrarti, lanciati fino al 2018 dal Ministero beni e attività culturali, sebbene il più recente vincitore del David di Donatello, il sorprendente Frontiera di Alessandro Di Gregorio, ambientato in una Lampedusa di rinnovato fascino, non vi abbia partecipato. Alessandro Grande ha vinto il David lo scorso anno con Bismillah, altro sguardo autoriale incentrato su una bambina straniera alla prese con problemi più grandi di lei, che si chiude su un’inaspettata parola di sollievo - e se il primo è programmaticamente senza parole, affidato a immagini molto ricercate e all’espressività dei bravi Fiorenzo Madonna e Bruno Orlando, il secondo di parole ne ha poche ma essenziali, a sottolineare il significato più profondo della comunicazione interpersonale. My Tyson è il ritratto di una giovane promessa del pugilato, figlio di immigrati alla vigilia del possibile riscatto, attraverso le immagini in palestra e le parole della madre ad unire passato e futuro. Altro film senza dialoghi è Mercurio, film d’animazione stile “flusso di coscienza”, la cui narrazione ha precisi riferimenti storici e di resistenza all’oppressione, in questo caso il fascismo tra ricordi d’infanzia e una fuga dalla prigionia. Fluviali, concitati ai limiti dell’isteria invece i dialoghi tra le quattro donne invitate in una villa con piscina dal misterioso personaggio al centro, con la propria assenza, dell’almodovariano (a cominciare dalla più comica delle scatenate interpreti) Si sospetta il movente passionale con l’aggravante dei futili motivi, girato in piano sequenza. Saltando di genere in genere, prevale la poesia struggente in Per sempre, altro (breve) esempio di film senza dialoghi con un redivivo Lou Castel, mentre Prenditi cura di me è sin dal titolo un esempio di teen movie tra malinconia e voglia di tenerezza, con un trauma che la protagonista (Daphne Scoccia, rivelata da Fiore di Claudio Giovannesi) potrà superare solo trovando l’anima gemella. Altro bel personaggio femminile quello impersonato da Ondina Quadri (già Arianna per Claudio Lavagna) in Im bären (Nell’orso), coprotagonista una Berlino vivace che attira tanti giovani in cerca di esperienze e di occasioni: alla ricerca di un appartamento, la ragazza si sottopone a veri e propri esami di ammissione, con ironia e spaesamento assecondati dalla regia di Lilian Sassanelli. Tante storie accomunate da sguardi profondi, indagatori, all’insegna della qualità.

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