SABATO 12 agosto
ore 21.15
Chiostri di S.Corona

locandina PASSENGERS

Regia
Morten Tyldum
Genere
FANTASCIENZA, AVVENTURA
Durata
116'
Anno
2016
Produzione
ORIGINAL FILM, COMPANY FILMS, START MOTION PICTURES
Cast

Jennifer Lawrence - Aurora Lane, Chris Pratt - Jim Preston, Michael Sheen - Arthur, Laurence Fishburne - Gus Mancuso, Andy Garcia - Capitano Norris

Trama

All'interno di una navicella spaziale, migliaia di passeggeri stanno effettuando un viaggio interstellare verso un pianeta nuovo. Durante il tragitto, però, il passeggero Jim si risveglia dallo stato criogenico 90 anni prima di chiunque altro. Subito dopo si sveglia anche una bella donna, Aurora... Jim e Aurora si ritrovano così con la prospettiva di passare il resto della loro vita a bordo, pur con tutti i comfort possibili, e si innamorano. Ben presto, però, la coppia scopre che l'astronave è in grave pericolo. La vita di 5000 passeggeri addormentati dipende da loro e solo Jim e Aurora possono salvarli.

Critica

"Martoriati da fantasy e fantascienza, ecco un film che, pur appartenendo al genere, innesta romantiche qualità di scrittura nella sceneggiatura (...) blockbuster anomalo che vorrebbe riunire 'Gravity' e 'Titanic' con una coppia di successo: lei Jennifer Lawrence, diva di 'Hunger Games', lui Chris Pratt passato da 130 chili a secondo uomo più sexy del pianeta, visto in 'Jurassic World', fra i 'Guardiani della galassia'. (...) Accadono sorprese, action e sentimenti, asteroidi contro computer, mancanza di gravità, ma non ci sono alieni e pistole laser, si cerca solo di risolvere rebus metafisici, mentre i due belloni preferiscono un loro spazio orizzontale al sonno criogenico senza poter evitare odissee nello spazio, alleggerite da un po' di sano marketing giocattolo coi robot che invitano a cena." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 dicembre 2016)

"Il film è la fantacronaca di un dilemma i cui drammatici risvolti sanno di mitologia greca. Sullo sfondo la lezione di Kubrick. L'idea c'è, anche se non tutta la storia riesce a mantenere vivo il giusto pathos." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 29 dicembre 2016)

"Attenzione overdose di romanticismo: «Passengers» avrebbe dalla sua un cast capeggiato dalle giovani star più apprezzate di Hollywood, Jennifer Lawrence e Chris Pratt, nonché la sceneggiatura dell'ottimo Jon Spaihts di «Doctor Strange» ma, purtroppo, l'impianto narrativo lascia a desiderare e soprattutto l'ambiziosa ibridazione dei toni non regge sino in fondo. Danneggiano il livello del film, inoltre, gli inevitabili confronti con recenti successi di pellicole affini come «The Martian» o «Gravity» capaci di trascendere il trapianto melodrammatico in un set futuristico con maggiore attenzione alle sfumature psicologiche e alle allegorie umanistiche. (...) sia pure scontando una certa prevedibilità, la via d'uscita drammaturgica sembra essere costituita dall'alternanza dei riferimenti di genere, in modo che al terrore spaziale subentri il lirismo poetico tarkovskiano e a quest'ultimo il puro thrilling, ma il climax non ne trae completo giovamento e l'indubbio glamour dei protagonisti si ritrova, invece, spiazzato dai bruschi cambi di ritmo. Peccato perché, al di là dei neodivi che illuminano la scena, sono notevolissime le musiche di Newman che ne accompagnano le performance nei momenti clou della trama (...)." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 29 dicembre 2016)

"(...) 'Passengers' è un film che sembra porre inquietanti dilemmi morali e filosofici, ma non arriva a esprimere interamente il suo potenziale metaforico. Si può vivere vagolando verso la morte in un vuoto di progetto di futuro? E, viceversa, non siamo forse - noi tutti su questa Terra - passeggeri intrappolati all'interno di una griglia spazio temporale di cui non abbiamo coscienza? Il che non ci impedisce di amare, soffrire, gioire, vivere il quotidiano e coltivare un'idea di posterità. Sono tematiche essenziali che affiorano qua e là rimanendo in superficie; e il norvegese Morten Tyldum (...), pur essendo regista impeccabile, non ha un vero affondo visionario. Tuttavia il film resta intrigante, vuoi per l'idea di intrecciare genere romantico e fantascienza; vuoi per la suggestione delle immagini (fotografia del messicano Rodrigo Prieto) e delle scenografie di gusto kubrickiano create dall'inglese Guy H. Dyas; vuoi per il carisma degli interpreti Jennifer Lawrence e Chris Pratt, coppia seducente e ben assortita." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 29 dicembre 2016)

"Sci-Fi da diporto, love story stucchevole e umanesimo a scomparsa: 'Passengers' conferma suo malgrado come la fantascienza sia genere periglioso e infido, con rare vette incomparabili ('2001', 'Stalker') e mar morti a iosa. (...) questo diretto da Morten Tyldum (...) sprofonda nei secondi: sceneggiatura imbelle, interpreti bolsi, suspense di terraferma, il botteghino americano ha già stigmatizzato, il buon gusto farà il resto. Passeggero, di terza classe." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 29 dicembre 2016)

"(...) una fantascienza adulta lesta ad imitare (c'è anche un androide barman identico al Philip Stone che serviva da bere al Jack Nicholson di 'Shining') ma brava a parlarci di un futuro che pare già presente. Jim e Aurora sono concreti, perfettamente caratterizzati (a partire da motivazioni opposte riguardo il viaggio) e cosi credibili da rendere ciò che vedremo accattivante e umano. Il film è una storia d'amore che nasce dall'errore e forse anche dall'orrore (la coppia come scelta biologicamente dettata dal rifiuto della solitudine?) per poi diventare fantascienza d'azione dal finale cosi collettivo da risultare assai politico come l'ultimo, splendido, atto di 'Rogue One' di Gareth Edwards. Pratt e Lawrence giocano a DiCaprio e Winslet (c'è un momento identico a 'Titanic') con la differenza che la loro nave del futuro sta affondando tra le stelle con una chance in più di permettere ad altri, invece, di farcela. I due giovani divi provenienti da franchise di successo (...) dimostrano di possedere il carisma necessario per reggere sui loro corpi quasi due ore di racconto. Eccellente anche Michael Sheen nei panni meccanici dell'androide barman Arthur. Proprio come il primo 'Blade Runner', la pellicola è stata un fiasco commerciale. Non passerà alla Storia come il film di Scott, ma questa coincidenza dimostra che quando la fantascienza osa qualcosa di più, qui in chiave mélo, il pubblico del presente può rimanere leggermente spiazzato. Quello del futuro, probabilmente, lo amerà di più." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29 dicembre 2016)

"Piacerà sempre se il pubblico di fine/inizio anno si comporti come nelle ricorrenze passate premiando opere belle e adulte come salutare reazione alle abbuffate panettonesche della settimana precedente. Se il pubblico risponde, premia giustamente il regista Morten Tyldum (Imitation Game) perché con 'Passengers' ha mirato alto mettendo insieme tre racconti di diversa intonazione. Perché si parte con una fantasy di cupa angoscia esistenziale (siamo dalle parti di 'Solaris') coll'essere umano trattato da mero pupazzo da una tecnologia che ha perso di vista il suo interesse principale (cioè far avanzare l'essere umano). Perché si prosegue con una love story destinata all'autodistruzione. E si finisce con un disaster movie, dagli sviluppi incredibili. Se Tyldum mischiava male le carte, altro che blockbuster. Veniva quello che Jennifer Lawrence confessa di aver spesso temuto. Un pasticciaccio brutto allestito da uno che si crede Kubrick, finisce per essere Lars Von Trier e si ritrova epigono di 'Pandora' e 'Mission to Mars' i grandi fantaflop di fine secolo. Scampato pericolo. Tyldum ti prende per mano facendoti condurre da Preston (non un eroe tradizionale, ma appunto perché normalmente intelligente, normalmente egoista, se vuoi normalmente stronzo, ti trascina senza strappi all'identificazione). Ingroppisci con lui, ami con lui e sei pronto alla fine come lui a caricarti al gesto eroico." (Giorgio Carbone, 'Libero', 29 dicembre 2016)

"(...) una pellicola di fantascienza così curiosa, intrigante, pazza, comica e allo stesso tempo drammatica, con pregi (molti) e difetti (gli ultimi quindici minuti), non la si vedeva da tempo. Oltretutto, dove non ci sono alieni o spade laser, mostri o tutto l'immaginario di questo particolare genere. In effetti, 'Passengers' potrebbe essere considerata come una commedia romantica a tinte sci-fi, talmente originale che lo script di Jon Spaiths è stato, per anni, tra i più attesi e ricercati del mondo hollywoodiano. (...) La parte con Pratt solitario è la più riuscita, trasmettendo chiaro il messaggio in sala: il mondo ipertecnologico costringe l'uomo alla solitudine e all'isolamento (basta fare un giro in metro alla mattina per capire come sia vero). Poi, certo, subentra il romanticismo e il thriller, non sempre ugualmente convincenti. Comunque, da antologia la scena della mancanza di gravità con l'acqua della piscina spinta in alto. Da matita rossa, invece, il momento del 'tasto resurrezione' che segna anche l'inizio del brutto finale. Esagerato." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 29 dicembre 2016)

Trailer


Altre informazioni

Sceneggiatura: Jon Spaihts
Fotografia: Rodrigo Prieto
Musiche: Thomas Newman
Montaggio: Maryann Brandon
Scenografia: Guy Hendrix Dyas (Guy Dyas)
Arredamento: Gene Serdena
Costumi: Jany Temime
Effetti: Daniel Sudick, Duane Floch, Alex Guri, Erik Nordby, The Senate Visual Effects Limited, The Moving Picture Company, Digital Domain

Nazione
USA
Distribuzione
WARNER BROS. PICTURES (2017)

 

Nato il 19 Maggio 1967, Bergen (Norvegia)
Morten Tyldum
Regista e montatore norvegese conosciuto per le pellicole Buddy (2003), Headhunters (2011) e The Imitation Game (2014).
Nato e cresciuto in Norvegia nel 1967, Morten Tyldum, studia alla School of Visual Arts di New York, con il grande desiderio di diventare un musicista. Disgraziatamente, dovrà però abbandonare questa ambizione, quando entrerà nella scuola di cinema. Una volta laureato, troverà lavoro in televisione e come regista di videoclip, spot e cortometraggi.
Dal debutto al successo del box office Headhunters
Il suo film di debutto è Buddy (2003), che ha riscontrato pareri favorevoli fra pubblico e critica. Nel 2008, dirige invece Falling Angels e, nel 2011, Headhunters, commedia nera tratta da un romanzo dello scrittore Jo Nesbø, che racconta la storia di un cacciatore di teste che rischia di tutto per avere un dipinto di valore, finito nelle mani di un ex mercenario. Il film è uno dei più grandi successi al box office norvegese di tutti i tempi, che riesce a mischiare un'astuta e intelligente ricerca per la risata con un certo genere d'azione. Headhunters viene premiato con una candidatura ai BAFTA come miglior film non in inglese e con una nomination all'Audience Award dell'European Film Awards.
Il debutto del suo primo film in lingua inglese avviene invece con il dramma storico The Imitation Game, all'interno del quale dirige Benedict Cumberbatch nel ruolo del matematico omosessuale Alan Turing. Il film, ispirato alla biografia "Alan Turing - Storia di un enigma" di Andrew Hodges, diventa rapidamente un successo internazionale e viene nominato a ben otto Oscar (fra i quali uno anche per la miglio regia) durante l'87° edizione dell'Academy Awards, malgrado si prenda alcune libertà narrative, a favore di una brillante e diligente celebrazione di un genio affascinante e complesso, fra l'altro calata in un'atmosfera da thriller spionistico alla vecchia maniera. Per il nuovo film di fantascienza, Passengers (2016), sceglierà invece di dirigere Jennifer Lawrence e Chris Pratt.
È sposato con Janne e ha dei figli. Si è trasferito a Beverly Hills, anche se mantiene una casa in Norvegia.

 

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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