GIOVEDì 3 agosto
ore 21.15
Chiostri di S.Corona

captain fantastic locandina

- PREMIO PER LA MIGLIOR REGIA AL 69. FESTIVAL DI CANNES (2016) NELLA SEZIONE 'UN CERTAIN REGARD'.

- PREMIO DEL PUBBLICO BNL ALLA XIV EDIZIONE DI 'ALICE NELLA CITTÀ' (2016), SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA. FILM SELEZIONATO ANCHE PER IL PREMIO CAMERA D'ORO TAODUE.

Regia
Matt Ross
Genere
DRAMMATICO
Durata
119
Anno
2016
Produzione
ELECTRIC CITY ENTERTAINMENT, SHIVHANS PICTURES
Cast

Viggo Mortensen (Ben Cash), Frank Langella (Jack), Missi Pyle (Ellen), Erin Moriarty (Claire), George MacKay (Bo), Ann Dowd (Abigail), Samantha Isler (Kielyr), Annalise Basso (Vespyr), Kathryn Hahn (Harper), Steve Zahn (Dave), Nicholas Hamilton (Rellian), Shree Crooks

Trama

Ben, un uomo dal libero pensiero e padre di sei figli ha deciso di vivere nel cuore delle foreste del Nord America, nello stato di Washington. Quando una tragedia costringe la bizzarra famiglia a lasciare il loro paradiso e a imbarcarsi in un viaggio attraverso il Paese, Ben a confrontarsi con la critica del mondo reale alle sue idee anticonformiste.

Critica

L'attore Matt Ross, alla sua seconda regia, scrive e dirige un film intelligente ed emozionante, che sotto la facciata carnevalesca e un po' vintage, tocca temi più contemporanei e meno comuni di quanto si possa pensare. Ad un primo livello, infatti, il film s'inserisce nella tradizione del cinema indie che tratta della fatica della socializzazione per chi è o si sente diverso, specie in quell'età giovanile in cui socializzare è un diktat, la tradizione del coming of age e della famiglia imperfetta: tutto questo c'è, compreso il viaggio in pulmino (in questo caso una vera e propria casa-bus), ma è la parte meno interessante del film, narrativamente sovrabbondante.

Ciò che rende Captain Fantastic un film meno scontato del previsto, è invece il suo mettere al centro il tema dell'educazione, problematizzandolo. Non è per amore dell'eccentricità fine a se stessa che Ben mostra ai due cuginetti, imbottiti di videogiochi, che suo figlio di non ancora otto anni ha capito il Bill of Rights meglio di quanto non abbiano fatto loro, che vanno a scuola tutti i giorni. È perché davvero l'american way of life (e l'Occidente tutto) ha dei problemi enormi in materia di educazione, didattici e relazionali. Sotto le esagerazioni a fini comici (le ragazzine che tra loro parlano esperanto) e gli slogan prefabbricati (Abbasso il sistema!), il progetto, a metà tra Steiner e Thoreau, non è certo ridicolo. Per di più, Ross lo problematizza in due modi: facendo scontrare l'utopia con le difficoltà oggettive della sua messa in pratica e affidando il ruolo ad un Viggo Mortensen che incarna perfettamente l'ambiguità del personaggio del padre, compagno e dittatore.

Si può obiettare che nel film ci sia molta irrealtà, che "fantastic" stia per "ideale", ma uno dei punti del film di Matt Ross è proprio l'idea che immaginazione e onestà non siano in contraddizione e che privare il bambino di un'alternativa al racconto sociale istituzionale voglia dire impoverirlo.

Marianna Cappi, Mymovies.it, novembre 2016

Opera seconda di Matt Ross, pluripremiata dal Sundance a Cannes (Un Certain Regard), Captain Fantastic dà a Viggo Mortensen il ruolo di una vita, e a noi spettatori più di qualche sana riflessione su libertà, educazione, isolamento, consumismo, annessi e connessi, esternalità positive e negative: un dramedy onesto, a tratti perfino commovente, che senza indulgere nel cinismo o indugiare nell’ironia pavida utilizza il formato familiare, con tutte le ripercussioni educative del caso, per parlare del libero arbitrio e della responsabilità individuali e sociali.

Ben non è un mostro, tutt’altro, ma il suo fuggire dal mondo non ha forse i crismi della dittatura nei confronti dei figli: perché il figlio maggiore (George MacKay) non dovrebbe igliaandare all’università, dove è atteso – quelle della Ivy League l’hanno accettato tutte – a braccia aperte? Ancora, perché la figlia maggiore dovrebbe rischiare l’osso del collo su un tetto? Domande che Captain Fantastic dissemina in una drammaturgia sapida e matura, che pur imbarcando inverosimiglianze (o cervo ucciso a coltellate, le risposte sapute dei bimbi) e stracche non si piega alla noia.

Federico Pontiggia, Cinematografo.it, 18 ottobre 2016

Se Viggo Mortensen è perfetto nel ruolo di questo stravagante padre, la vera scoperta del film sono tutti i ragazzi, assolutamente stupefacenti per naturalezza, tempi comici ma soprattutto per la chimica che dimostrano di avere tra loro. Il più noto tra questi giovani attori è sicuramente il "primogenito" George MacKay - che abbiamo visto recentemente in Pride e nella miniserie 22.11.63 - ma, tranne la più piccola del gruppo, tutti provengono dal piccolo schermo e possono vantare già una discreta carriera; ciononostante le loro performance sono talmente elettrizzanti e sincere da rendere sempre e comunque credibili le situazioni, spesso davvero poco ordinarie, che vivono, e toccanti i momenti più delicati del film, come le performance musicali che in un paio di occasioni si concedono. Tutte caratteristiche certamente non nuove ai cosidetti Sundance movies, ma che funzionano perfettamente proprio grazie all'ottimo lavoro del cast che trasforma ogni sequenza in un piccolo gioiello.

È un film (molto) divertente quello scritto e diretto da Matt Ross ed è soprattutto per questo che è riuscito a conquistare applausi a scena aperta al Sundance Film Festival dove ha esordito ma anche a quello di Cannes dove è stato inserito nella sezione Un Certain Regard; ma è anche molto di più questo così come è più della sua, lieve e superficiale, critica al consumismo statunitense e ad una società fatta più di apparenze che di valori: Captain Fantastic è un film che racconta cosa vuol dire essere genitori, e riesce a farlo in modo sincero proprio partendo da un padre più unico che raro, un uomo che rappresenta al tempo stesso il padre migliore e il peggiore che ci si potrebbe augurare.

Ma in fondo lo stesso potremmo dire anche del personaggio del nonno interpretato da Frank Langella, ferito dalla morte della figlia, incapace di perdonare, ma anche di capire e di andare oltre la propria idea di giusto. Ma il punto del film è proprio questo: è impossibile fare la scelta giusta quando si tratta dei propri figli, così com'è semplicemente impossibile accettare che questi debbano un giorno crescere ed diventare indipendenti, vivere secondo i propri valori e le proprie credenze, diventare a loro volta adulti, padri e madri, ed essere chiamati a decidere per altre persone ciò che è giusto ed è sbagliato. Ma in fondo il film dice anche che per essere considerati davvero "fantastic" bisogna comunque provare a seguire i propri ideali e non aver paura di farlo; e che bisogna sbagliare, spesso, tanto i nostri figli saranno sempre pronti a perdonarci.

Luca Liguori, Cinematografo.it, 19 maggio 2016

Trailer


Altre informazioni

Sceneggiatura: Matt Ross Fotografia: Stéphane Fontaine Musiche: Alex Somers Montaggio: Joseph Krings Scenografia: Russell Barnes Arredamento: Tania Kupczak, Susan Magestro Costumi: Courtney Hoffman Effetti: Kathy Siegel, Worth Bjorn Walters, Local Hero, Afterparty VFX Produzione: ELECTRIC CITY ENTERTAINMENT, SHIVHANS PICTURES


Distribuzione
GOOD FILMS

Matthew Brandon Ross
Nato il 3 Gennaio 1970, Greenwich (Connecticut - USA)

Matt Ross

Dopo la laurea presso la Juilliard School of Drama ha studiato anche alla New York University. Negli anni Novanta ha recitato in L'esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam, Face/Off - Due facce di un assassino di John Woo e nel 2000 è apparso in American Psycho.
Nel 2004 ha interpretato il ruolo dell'ingegnere Glenn Odekirk in The Aviator di Martin Scorsese, e l'anno successivo ha fatto parte del cast di Good Night, and Good Luck., diretto da George Clooney.
In televisione è apparso come guest star in numerose serie, tra cui Party of Five, Oz, Six Feet Under e Bones. Diventa noto per il ruolo di Alby Grant nella serie televisiva Big Love, interpretato dal 2006 al 2011.
Dopo aver scritto e diretto due cortometraggi, nel 2012 ha debuttato nel lungometraggio con il film indipendente 28 Hotel Rooms, interpretato da Chris Messina e Marin Ireland. Nel 2016 ha diretto il suo secondo lungo, il pluripremiato Captain Fantastic, interpretato da Viggo Mortensen.

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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