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SABATO 1 luglio
ore 21.30
Chiostri di S.Corona

animali fantastici locandina

Regia
David Yates
Genere
FANTASY, AVVENTURA
Durata
132'
Anno
2016
Produzione
DAVID HEYMAN, J.K. ROWLING, STEVE KLOVES, LIONEL WIGRAM PER HEYDAY FILMS
Cast

Eddie Redmayne - Newt Scamander, Katherine Waterston - Porpentina "Tina" Goldstein, Dan Fogler - Jacob Kowalski, Alison Sudol - Queenie Goldstein, Ezra Miller - Credence, Samantha Morton - Mary Lou, Jon Voight - Henry Shaw Sr., Ron Perlman - Gnarlack, Carmen Ejogo - Seraphina Picquery, Jenn Murray - Chastity, Colin Farrell - Percival Graves, Johnny Depp - Gellert Grindelwald, Peter Breitmayer n- Gilbert Bingley, Faith Wood-Blagrove - Modesty, Fanny Carbonnel - Sig.ra Goldstein, Ronan Raftery - Langdon Shaw, Kevin Guthrie n- Abernathy, Josh Cowdery n- Senatore Henry Shaw, Christian Dixon - Momolou Wotorson

 

ST. HELENS, Merseyside (Gran Bretagna), 1963
David Yates
Tranquillo e disponibile», così è stato definito sul set, ma perdonateci se di fronte a questi due aggettivi facciamo una smorfia alquanto eloquente. La vera traduzione, almeno secondo alcuni critici cinematografici più affermati del sottoscritto (parliamo di Stefano Lusardi), è "strumento perfetto nelle mani della Rowling". Noi lo pensiamo come un pennello se proprio dobbiamo scegliere un oggetto. Proprio perché ha saputo dipingere tutte le variazioni del dark in una tela che era già abbastanza scura di suo. Un regista televisivo, con qualche premio alle spalle e che ha lavorato principalmente per la televisione britannica. Una carriera senza intoppi che poteva essere strumentalizzata dai produttori, ma che avesse abbastanza tecnica per supportare l'enorme fantasia degli sceneggiatori e la straordinaria e leggendaria severità di J.K. Rowling, madre letteraria del mago più famoso di tutto il mondo dopo Merlino: Harry Potter. Questo è David Yates. Un uomo che è completamente diverso dall'immagine stereotipata di regista duro con i propri attori e con chi gli sta intorno - come siamo abituati noi a pensare, remori forse di nomi come Kubrick o Hitchcock -. In realtà, è un vero gentleman inglese. Eppure, un buon regista catodico può riuscire a estrapolare, senza imitare, l'essenza cinematografica di un fenomeno di massa quale è Harry Potter: la violenza oscura del Male, la malattia che può diventare quel cammino che va dall'adolescenza alla maturità e soprattutto la resurrezione del Bene. Tutto è cominciato con Harry Potter e l'Ordine della Fenice, un'opportunità grandiosa che gli ha permesso di lavorare accanto a stregoni omosessuali, streghe che negano l'esistenza del Male e si vestono di uno sgargiante rosa, piccole apprendiste maghe svampite, maghetti casinisti, elfi domestici e sgraziati e infine lui... Harry Potter, che lo ha scelto per accompagnarlo fino alla fine del suo viaggio cinematografico.

Gli inizi
A fargli comprendere che poteva diventare un regista fu il film di Steven Spielberg Lo Squalo e, oltre a questo, la sua prima cinepresa, dono di sua madre per i suoi 14 anni. Cinepresa che lui usò assieme a suo fratello Andrew per fare dei brevissimi cortometraggi nel parco che stava poco distante da casa loro. Studente di Scienze Politiche, Letteratura Inglese e Sociologia al St. Helens College, riesce comunque ad arrivare al diploma nonostante una brutta malattia l'avesse costretto a stare in ospedale per sei mesi. Iscrittosi alla University of Essex, studia anche alla National Film and Television School di Beaconsfield, emergendo come uno degli studenti più eccellenti dell'anno. All'inizio comincia a mettere in pratica tutto ciò che ha imparato con dei cortometraggi: When I Was a Girl (1988), The Weaver's Wife (1991), Oranges and Lemons (1991), Good Looks (1992) e Punch (1996) con un giovanissimo Sacha Baron Cohen. Poi viene assunto dalla BBC per dirigere alcuni telefilm come: Moving Pictures (1994), The Bill (1994-1995) e i documentari Tale of Three Seaside Towns (1995), firmati con Alistar Clarke.

Il debutto cinematografico e il successo di Harry Potter
Nel 1998, firma il suo primo lungometraggio The Tichborne Claimant (1998) con Stephen Fry e John Gielgud e comincia una lunga amicizia e collaborazione con il compositore Nicholas Hooper. Regista della serie tv The Way We Live Now (2001), vince un Emmy Awards per il film tv The Girl in the Cafè (2005) che gli assicura la regia di un film eccezionale: Harry Potter e l'Ordine della Fenice (2007). Il quinto capitolo della saga si districa fra presagi, profezie, amore e la maturità del piccolo mago che ha fatto sognare gli adolescenti e i bambini del Duemila. Vincendo l'iniziale ritrosia verso i produttori, si è trasformato in un perfezionista assoluto, in grado di coordinare atmosfera, oggetti, comparse e macchina da presa digitale in maniera paziente. Ed è proprio con il particolare uso della cinepresa a mano e del digitale, che conferisce ai luoghi e alle persone quell'aspetto spettrale e largamente inquietante, che vince la sfida e supera la prova, premiata con una nomination ai Saturn Award. Tanto è vero che la produzione deciderà di premiarlo con la direzione degli altri due capitoli della saga: Harry Potter e il Principe Mezzosangue (2009) e le due parti di Harry Potter e i Doni della Morte (2010-2011). Ma attenzione, per il cinema grandioso di oggi, basta mettere un piede sopra una buccia di banana per metterlo anche dentro una fossa! Se si sbaglia e si firma un flop con il proprio nome, state pur certi che difficilmente l'errore sarà perdonato e le possibilità di lavorare diminuiranno a vista d'occhio. Per questo, come regista deve stare perennemente con un gomito fra le costole, in modo da rimanere sempre all'erta e calibrare il giusto equilibrio fra luce e ombra che avvolge la saga... Ci vuol coraggio per mettersi a fare i registi al servizio di J.K. Rowling, non bisogna avere paura di niente, neanche di Voldemort, e bisogna sempre mettersi in gioco. Intensamente.

La collaborazione con J.K. Rowling continua...
Il sodalizio artistico con J.K. Rowling prosegue con Animali fantastici e dove trovarli (2016), dove il regista dirige il premio Oscar Eddie Redmayne in una storia magica dove si intrecciano le vicende di un mago e un babbano. Lo stesso anno dirige anche Alexander Skarsgård, Samuel L. Jackson e Christoph Waltz in The Legend of Tarzan.

 

credits:

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