MERCOLEDì 9 agosto
ore 21.15
Chiostri di S.Corona

MAMMA O PAPA locandina jpg

Regia: Riccardo Milani
Attori: Paola Cortellesi (Valeria), Antonio Albanese (Nicola), Luca Marino (Matteo), Marianna Cogo (Viola), Alvise Marascalchi (Giulietto), Anna Bonaiuto (Giudice Pirillo), Carlo Buccirosso (Ingegner Bertelli), Roberto De Francesco (Federico), Stefania Rocca (Sonia), Claudio Gioè (Furio), Luca Angeletti (Giorgio), Matilde Gioli (Melania)

Distribuzione: MEDUSA
Durata: 98'
Genere: COMMEDIA
Nazione: ITALIA - 2017

Trama

Dopo quindici anni di matrimonio, Valeria e Nicola hanno deciso di divorziare in maniera civile. Sono d'accordo su tutto, alimenti, case, affidamento congiunto dei figli. Proprio quando si sono decisi a dare la notizia ai loro tre ragazzi, capita a entrambi l'opportunità di partire all'estero per l'occasione lavorativa della vita. Valeria, da brava compagna e amica, è subito pronta a farsi indietro, ma quando scopre che Nicola ha una tresca con un'infermiera giovane e carina, non è più disposta a sacrificarsi, anzi, accetta al volo il suo nuovo incarico. A chi andrà la custodia dei figli nei sette mesi durante i quali entrambi i genitori hanno deciso di accettare le rispettive proposte di lavoro all'estero? Se i due non sono in grado di stabilirlo, saranno i bambini a scegliere se stare con mamma o con papà! La guerra tra Nicola e Valeria è dichiarata e la posta in gioco è esattamente opposta a quella delle normali famiglie in fase di divorzio: lottare per non ottenere l'affidamento dei figli e fare di tutto perché questi scelgano l'altro genitore...

Critica

Madri e padri non si nasce ma si diventa ed essere capitani di un’arca che trasporta in mezzo ai flutti dell’infanzia e al diluvio dell’adolescenza due, tre o più esemplari della razza umana è una missione per cui non tutti sono portati. Se poi crescere i figli significa diventare autisti, cuochi e intrattenitori, e rinunciare alle proprie legittime ambizioni professionali, ecco che fare i genitori può diventare un peso, una costrizione, un claustrofobico inferno dove le fiamme - alimentate da atavici sensi di colpa legati a condizionamenti sociali e culturali - avvampano di continuo.
In questo scenario fosco e desolante si muovono con rassegnazione i protagonisti del nuovo film di Riccardo Milani, una commedia che si fa irriverente e quasi nera e che prima di ogni altra cosa dovrebbe proprio guadagnarsi l’appellativo di "onesta" perché è stata pensata, scritta e girata in un paese dove la famiglia è sacra, anche se poi la fonte di ispirazione è il film francese del 2015 Maman ou papa?, ripensato dal regista insieme a Paola Cortellesi e Giulia Calenda. Onesta e controcorrente (o di rottura), per dirla tutta, visto che ci presenta una mamma non da Mulino Bianco che ha l’ardire di fumare (e qui la penna della Cortellesi - "donna pro donne" - è ben visibile) e visto che, invece di lottare per l’affidamento esclusivo dei figli, il signor Vignali e la signora Mozzati vorrebbero essere temporaneamente privati di ogni responsabilità, per poter finalmente fare il viaggio di lavoro su cui fantasticano da sempre.
E poi - altra felice e coraggiosa intuizione da parte degli sceneggiatori - ci troviamo di fronte a una coppia che decide di lasciarsi non per tradimenti, litigi o differenze inconciliabili, ma semplicemente per noia e per il desiderio più che legittimo di non trascorrere altre serate a farsi compagnia davanti alla televisione, sperando magari in una nuova passione o in un’autonomia a 360 gradi in cui riscoprire un rinnovato sé. Sono premesse ottime per un film diverso dal solito che però, prima di diventare il fratello dispettoso di una screwball-comedy o la versione edulcorata de La guerra dei Roses, stenta a decollare, ingabbiato in meccanismi da sit-com familiare e movimentato da gag che, solo nel momento in cui la guerra fra i sessi è veramente dichiarata, si fanno irresistibili. E’ come se Antonio Albanese e Paola Cortellesi galleggiassero, per quasi un’ora, su un mare troppo tranquillo, il mare di una provincia veneta asettica, dove il grottesco, il veramente cattivo e a volte perfino solo l’amaro non arrivano a mettere radici. E quando ci riescono, quando gli svogliati protagonisti si trasformano in pazzi - mentre coloro che li interpretano mettono la loro maestria nel recitare con il corpo al servizio di una risata che si deforma in ghigno - difettano comunque di quel cinismo che è prezioso patrimonio della nostra tradizione e che, proprio in nome della sincerità che riposa alla base del progetto, avrebbe lasciato dietro di sé una scia di corroborante inquietudine. Che poi i due attori principali siano esilaranti non c’è dubbio, e straordinario è il contributo di Carlo Buccirosso, signore e padrone (insieme alla Cortellesi) di una sequenza a cena che da sola vale la visione del film, ma siccome Mamma o papà? è anche una storia d’amore - cosa importantissima per Milani - i mostri alla fine non sono abbastanza mostri e il peperoncino acquista il sapore dello zucchero. Per fortuna, i ragazzini rimangono piuttosto insopportabili dal primo all’ultimo fotogramma, facendo guadagnare in realismo una storia che, sfiorata l’iperbole, ritorna fotografia di un paese indeciso se entrare, fra le pareti domestiche, nella stanza del compromesso, del sacrificio oppure dell’egoismo.
Carola Proto, Comingsoon.it, 13 febbraio 2017

"Piacerà nonostante le poco incoraggianti premesse. Il film di Milani più che il remake è il ricalco spesso pedissequo di una commedia francese che da noi ha circolato solo su Google. Bene, sarà pedissequo, ma chi ha visto anche il precedente, rileverà con sorpresa che la versione nostrana ha più zenzero. Forse perché la scorrettezza politica che in Francia è norma, da noi risulta piacevole novità.
Giorgio Carbone, 'Libero', 16 febbraio 2017

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: Guillaume Clicquot - (soggetto del 2015)
Sceneggiatura: Giulia Calenda, Paola Cortellesi, Riccardo Milani
Fotografia: Saverio Guarna
Musiche: Andrea Guerra
Montaggio: Patrizia Ceresani
Scenografia: Maurizio Leonardi
Costumi: Alberto Moretti
Suono: Adriano di Lorenzo
Produzione: MARIO GIANANI, LORENZO MIELI, LORENZO GANGAROSSA PER WILDSIDE E MEDUSA FILM



 

Nato a ROMA il 15 aprile 1958. Comincia a lavorare come aiuto regista di Mario Monicelli, Daniele Luchetti, Florestano Vancini e Nanni Moretti. Dal 1995 al 2001 si dedica anche alla pubblicità e arriva a vincere il Leone di bronzo al Festival di Cannes per la pubblicità. Esordisce nel lungometraggio nel 1997 con 'Auguri professore' e due anni più tardi dirige 'La guerra degli Antò'. Per la serie 'Archivio della memoria' realizza 'Il solito noto - Ritratto di Mario Monicelli' prodotto dalla Scuola Nazionale di Cinema. Nello stesso anno, per il venticinquesimo della morte di Pasolini, dirige 'Una disperata vitalità'. A gennaio del 2002 viene trasmesso il film-tv in due parti 'Il sequestro Soffiantini'. Sempre nel 2002 porta alla 59. Mostra di Venezia, nella sezione Nuovi Territori 'Baba Mandela' un documentario realizzato in Kenya e Tanzania per AMREF e Legambiente alla vigilia del vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile. Per il cinema dirige poi 'Il posto dell'anima', scritto ancora una volta con Domenico Starnone e nel 2006 'Piano, solo', storia del tormentato pianista jazz Luca Flores. Per la tv dirige nel 2005 lo storico 'Cefalonia', con Luca Zingaretti e l'anno seguente il dramma di Salvatore Di Giacomo, 'Assunta Spina'.

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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