LUNEDì 6 marzo ore 20.30

caro lucio LOCANDINA

Regia
RICCARDO MARCHESINI
Genere
Docu-fiction
Durata
89'
Anno
2016
Produzione
Giostra film
Cast

Con le voci di
ALESSANDRO BENVENUTI
NERI MARCORÈ
RITA COLANTONIO
PIERA DEGLI ESPOSTI
GRAZIA VERASANI
OTTAVIA PICCOLO
ANDREA RONCATO
AMBRA ANGIOLINI
Egle Pettazzoni la postina FEDERICA FABIANI

Come è profondo il mare
Padre Andrea VINCENZO IANNUZZO
Madre Andrea MARIA GRAZIA MAFFIA
Andrea LORENZO SCALA
Futura
Madre Futura BARBARA BERTONI
Padre Futura OLIVIER FABRICE GASPERONI
Meri Luis
Taxista BOB MESSINI
Meri Luis RITA COLANTONIO
La casa in riva al mare
Maria CRISTINA CASALE
Direttore carcere MARCO FEO
Milano
Padre Alessandra MARCO GIORGI
Alessandra AGNESE BRIGHITTINI
Il contadino ROBERTO BONA
Cassiera di banca FEDERICA UGOLINI
Luciano MICHELE DI GIACOMO
Anna
Anna STEFANIA MEDRI
Marco LORENZO ADORNI
Marco
Figlia Anna e Marco SELENE DEMARIA
Fidanzato figlia Anna e Marco ALBERTO PETITTO
Stanghellini ROMANO DANIELLI

Trama

Egle era la postina di Lucio Dalla. La cosa curiosa è che, anche dopo la scomparsa del cantautore, il suo lavoro non pare essere finito. Egle infatti entra misteriosamente in possesso di una serie  di lettere indirizzate a Lucio. I mittenti sono i protagonisti di alcune delle sue canzoni più belle che hanno deciso di prendere carta e penna per contattarlo. Che ne è stato di Anna e Marco? Chi è Futura, come mai si chiama così? Il “caro amico” a cui Lucio scrive ne L’anno che verrà che fine ha fatto? Fiction e documentario diventano una cosa sola per scoprire Lucio Dalla da un punto di vista inedito: quello dei suoi “figli”. Sullo sfondo, Bologna, com’era e com’è. E, ovviamente, le note immortali di Lucio.

Critica

Note del regista e co-sceneggiatore della docu-fiction
È un anno e mezzo che vivo ogni giorno pensando a Lucio Dalla.
“Caro Lucio ti Scrivo” nasce in primo luogo come progetto teatrale, in un luogo, il teatro, che per forza di cose ti insegna a immaginare, un po’ come fanno le canzoni.
Lo spettacolo è stata una palestra di fantasia importante. Prove dopo prove, replica dopo replica, ho iniziato a immaginare sempre più quello che in teatro non si poteva vedere, a dare un volto ai mittenti delle lettere, ai protagonisti delle canzoni, a immaginare luoghi e situazioni dei brani cantati da Dalla. Ho iniziato lì a farmi un mio film. E inevitabilmente mi è venuta voglia di farlo davvero per condividerlo con altri.
È stata un’operazione impegnativa che ha portato alla realizzazione di qualcosa di insolito, che non è facile classificare. Non è un vero film di finzione, non è un documentario e se è una docufiction è senz’altro anomala. Insomma non so bene come definire questo contenitore in cui ci sono i personaggi delle canzoni di Lucio che diventano protagonisti di nuove storie, ci sono i luoghi in cui sono ambientati i brani di Dalla ripresi oggi dal vero, in modo documentaristico, ma ci sono anche le immagini di repertorio che ci riportano indietro nel tempo e poi ci sono nuovi luoghi, situazioni e personaggi che ci siamo inventati.
Sono sicuro che molti erroneamente si aspetteranno un film su Dalla, magari un film biografico, e in un certo senso lo è, ma la biografia che affrontiamo non è quella di Lucio ma la nostra. Questo film parla fondamentalmente di noi, di quella generazione che è cresciuta con le canzoni di Lucio. Affronta temi del quotidiano come la solitudine, la famiglia, gli amori corrisposti e non, i matrimoni, parla di come siamo cambiati noi e le città in cui viviamo e parla di come sono cambiati il mondo del lavoro, le nostre ambizioni e il nostro modo di rapportarci al passato e al futuro.
Insomma affronta tanti temi della vita partendo dalle riflessioni di Lucio che con poche parole riusciva a descrivere stati d’animo e sentimenti suoi e nostri, che sapeva essere universale nel suo modo di esprimersi, ma non banale.
Le difficoltà di questa impresa sono state molte. In primis girare un film così ambizioso con un budget davvero molto ridotto. E poi naturalmente c’è stata la difficoltà, il senso di inadeguatezza nel rapportarsi con queste canzoni che erano già di per sé così esaustive, dense, dei piccoli film che Lucio ci aveva già consegnato. E poi la grande difficoltà di dare un volto a quei personaggi che ognuno di noi aveva già immaginato e proiettato nella propria mente. Anna e Marco ad esempio… Io li ho immaginati così, come li vedete nel film, ma chissà quanti di voi li avranno pensati diversamente. La gioia più grande è stata appoggiare le immagini alle canzoni di Lucio, canzoni che non stancano mai, che ti rivelano ogni volta nuovi dettagli e nuove possibilità. Ma anche ascoltare quelle canzoni riprendendo i luoghi dove erano state scritte, penso ad esempio a Berlino e all’immagine di Lucio davanti al Muro che inizia a comporre quel capolavoro che è “Futura”. E poi il piacere di stravolgere e tradire ciò che forse aveva immaginato l’autore. Non credo che “La casa in riva al mare” fosse stata immaginata dove l’ho ipotizzata io, a Comacchio. Eppure proprio lì, a pochi chilometri da Bologna “funziona” molto bene perché quella è una storia che magari non accade, ma se accade potrebbe accadere ovunque.
E poi è stata interessante la possibilità di confrontarsi non con una storia, ma con tante storie, in una ipotetica playlist musicale in cui oltre alle canzoni che ci piacciono di più, scorrono volti e sentimenti molto diversi, proprio come accade nel quotidiano.
Parlo di piccole storie, narrate da straordinari attori che con grande generosità hanno aderito a questo progetto. Questo infatti è un film fatto di poche azioni, all’apparenza statico, ma probabilmente animato da una vasta gamma di accadimenti interiori, in cui possiamo forse riconoscerci e ritrovarci. E questa credo sia la mia più grande speranza.
Riccardo Marchesini

Note dell’autore dello spettacolo teatrale e co-sceneggiatore della docu-fiction
La lettera era una scuola di scrittura ante litteram. Ci costringeva a dosare informazioni, emozioni e colpi di scena. La missiva trasformava in storia le banali informazioni quotidiane e così - su carta da lettera - una passeggiata mattutina, diventava letteratura. Ogni lettera che ho avuto per le mani, ciascuna a modo suo, diceva sempre le stesse due cose “sto bene”, “perdonami”. Una era quasi sempre vera, l’altra quasi sempre una bugia. Ne ho lette centinaia, di epoche differenti. Di mondi differenti. Ho lavorato attorno alla letteratura epistolare per quasi vent'anni.
Il mio primo racconto era in forma epistolare, si chiamava “Posta Celere”. Conteneva le balorde ragioni di un uomo che, trent'anni dopo, spiegava alla donna che lo attese (inutilmente) in chiesa per sposarlo, come mai lui, quella mattina, non andò da lei. Poi, quando ai “ti amo” che scrivevamo, ci sentivamo rispondere “visualizzato alle” la forma epistolare cambiò. Fu Gabriele Romagnoli che, quando era direttore di GQ, mi consentì di proseguire il mio lavoro attorno alla lettera affidandomi un blog: “Le parole che non ti ho scritto”. Grazie a internet potevo far interagire brevissime short stories in forma epistolare e un videoclip musicale o una sequenza cinematografica.
Poi, fu la volta di una raccolta di racconti (sempre in forma epistolare) dal titolo “Le lettere cattive – Una Twin Peaks epistolare” (Pendragon editore) idealmente ispirata a “Casa d'altri” del grande Silvio D'Arzo ma anche ricolma di oscure suggestioni che vanno dalla O'Connor a Durrenmatt. Col tempo infatti, compresi che ogni lettera, in fondo, è cattiva. Anche quelle d’amore. Soprattutto quelle.
E infine toccò a Lucio.
Pensai a uno spettacolo teatrale. Mi piaceva l’idea di “risolvere” tutto nella stessa scena. Le lettere per Lucio, una postina che le aprisse indebitamente e la nostra città sullo sfondo (e non solo sullo sfondo). Con Riccardo provammo a immaginare cosa sarebbe stato di quelle lettere, se avessero potuto avere una diversa calligrafia, quella delle immagini. Parlare agli occhi. Adesso lo sapete anche voi, che ne è stato di quelle lettere.
Cristiano Governa

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: CRISTIANO GOVERNA (dall’omonimo spettacolo teatrale)
Sceneggiatura: CRISTIANO GOVERNA, RICCARDO MARCHESINI
Casting: GABRIELE BONSIGNORI
Aiuto Regia: MARCELLO OLIVARI
Produttore Esecutivo: GIANGIORGIO MARCHESINI per Giostra film S.r.l.
Direttore di produzione: IRENE CASELLI
CAMILLA MASETTI CALZOLARI
Consulenza organizzativa: CECILIA BELLINATO
Fotografia: SALVATORE VARBARO
Scenografia: IGOR BELLINELLO, PATRIZIA FERRARESI
Costumi: ILMER CACCIARI
Montaggio: RICCARDO MARCHESINI
Musiche originali: PAOLO EMILIO MARROCCO
Edit e mix audio: DIEGO SCHIAVO
Prodotto da: GIOSTRA FILM
Realizzato con il sostegno della REGIONE EMILIA-ROMAGNA FILM COMMISSION
Con il contributo di UNIPOL Banca, COOP RENO, SOCIETA' DOLCE, BOLOGNA WELCOME
Con il patrocinio di COMUNE DI BOLOGNA, FONDAZIONE LUCIO DALLA, COMUNE DI COMACCHIO
Distribuito in Italia da I WONDER PICTURES e UNIPOL BIOGRAFILM COLLECTION
Shooting
Settembre – Novembre 2016
Ambientazioni
Bologna, Berlino, Comacchio (Fe), Milano

Nazione
ITALIA
Distribuzione
I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection

 

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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