LUNEDì 27 febbraio ore 20.45

LOCANDINA FIDANZATI DELLA MORTE

Regia
Romolo Marcellini
Genere
DRAMMATICO
Durata
90'
Anno
1956
Produzione
GIUSEPPE DRIUSSI PER LA SIRIO FILM (ROMA), NEO FILM UND WERBURG (GERMANIA)
Cast

Rick Battaglia (Carlo), Sylva Koscina (Lucia), Margit Nunke (Jeanne), Carlo Ninchi, Saro Urzì, Piero Pastore, Gustavo Rojo (Pietro), Anna Maini, Marida Vanni, Giovanni Piva, Hans Albers

Trama

Il corridore motociclista Carlo Benni, vincitore di alcune gare, trovandosi in dissidio col direttore tecnico ing. Angelini, lascia la casa di produzione "Zetavu" e passa alle dipendenze del proprio suocero Lorenzo, rappresentante di un'altra casa, la "Fulgor". Carlo è affezionato alla moglie, ma essendosi innamorato di Lucia, la figlia dell'ex principale, la passione gli fa abbandonare la moglie e il suocero. Essendosi recato a Milano, viene raggiunto da Lucia, la quale però ben presto lo lascia, alla vigilia di una importante gara, la Milano-Taranto. In seguito ad un incidente capitatogli nell'ultimo chilometro, Benni non soltanto non vince la gara, ma incorre nella squalifica. In Germania, dove si è recato per partecipare a corse su pista, lo raggiunge la moglie, che gli è compagna in una gara di sidecar: devono vincere per potere far fronte al dissesto, che minaccia Lorenzo. La relazione con Lucia è finita; ella aiuta tuttavia Benni a riscattare una macchina la "Freccia", costruita da Lorenzo per la gara di Monza. Qui Benni ha per avversario l'ing. Angelini, che subisce un incidente verso la fine della corsa. Carlo è tornato all'affetto della moglie, mentre Lucia ama l'ingegnere.

Critica

 Una pellicola moderna e spettacolare, che racconta con ritmo serrato il mondo in rapida trasformazione delle corse su moto negli anni Cinquanta: con molte scene dalla mitica e durissima Milano-Taranto, lo spettacolo scomparso del muro della morte italiano, le gare di sidecar “per soldi” sulle dirt track tedesche, la galleria del vento della Guzzi di Mandello del Lario, l’inconfondibile circuito di Monza su cui si disputano i duelli più feroci.
Un cast che comprende molte delle più popolari stelle delle corse di quegli anni, tutti partecipanti al Gran Premio Motociclistico delle Nazioni del 1956: piloti ispirati e coraggiosi, come Geoff Duke o Liberato Liberati, Dickie Dale, Albino Milani, e ancora Bill Lomas, Ken Kavanagh e Keith Campbell, Stanley Woods, Enrico Lorenzetti, Reg Armstrong, tutti primatisti e campioni sulle Guzzi di allora.Grande spazio è dato alle sfide progettuali e alle strategie di gara, anche grazie alla consulenza tecnica di un grande di quegli anni, il pilota Bruno Francisci, per ben tre volte campione della Milano-Taranto in sella a moto Gilera.

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: Romolo Marcellini
Sceneggiatura: Franco Solinas, Jacques Rémy, Nicolò Ferrari, Gino De Santis
Fotografia: Aldo Giordani
Musiche: Angelo Francesco Lavagnino
Montaggio: Eraldo Da Roma
Scenografia: Carlo Egidi
Costumi: Marisa Crimi
Specifiche tecniche: TOTALSCOPE EASTMANCOLOR
Produzione: GIUSEPPE DRIUSSI PER LA SIRIO FILM (ROMA), NEO FILM UND WERBURG (GERMANIA)



Distribuzione
RODAGGIO FILM

 

Nato il 6 Ottobre 1910 a Macerata. Laureato in Scienze economiche e commerciali, dopo essersi dedicato per qualche tempo al giornalismo, cominciò ad interessarsi al mondo del cinema già dai primi anni del «sonoro», scrivendo nel 1934 il soggetto di Stadio. Nel 1937, recatosi in Africa per girarvi alcuni documentari, venne scritturato come aiuto-regista di Carmine Gallone per le riprese del film Scipione l'Africano; trovò così l'occasione per girare anche alcune scene impegnative, come quella della battaglia finale fra Romani e Cartaginesi. Nello stesso anno, sempre in Africa, firmò il suo primo lungometraggio a soggetto, Sentinelle di bronzo. Regista di buon mestiere, portato più al documentario che al film d'intreccio, nel dopoguerra diresse alcuni film d'un certo interesse, come La grande olimpiade (1960), sui giochi olimpici di Roma (Premiato al Festival di Mosca), a cui fece seguito, nel 1980, Racconti dei cinque cerchi. Nel 1963, sulla falsariga dei film di Gualtiero Jacopetti, allora sulla cresta dell'onda, girò I tabù,differenziandosi dal modello per un maggiore decoro formale.

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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