SABATO 4 e DOMENICA 5 febbraio 2017
ore  18 - 20.30 (Sala Lampertico)

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Regia
Katell Quillévéré
Genere
DRAMMATICO
Durata
104'
Anno
2016
Cast

Tahar Rahim (Thomas Rémige), Emmanuelle Seigner (Marianne), Anne Dorval (Claire), Bouli Lanners (Dott. Pierre Révol), Kool Shen (Vincent), Monia Chokri (Jeanne), Alice Taglioni (Anne Guérande), Karim Leklou (Virgilio Breva), Alice de Lencquesaing (Alice Harfang), Finnegan Oldfield (Maxime), Théo Cholbi (Sam), Gabin Verdet (Simon), Dominique Blanc (Lucie Moret), Galatéa Bellugi (Juliette)

Trama

Tutto ha inizio all'alba, con tre giovani surfisti e il mare in tempesta. Poche ore dopo, sulla via del ritorno, accade un incidente che porterà Simon in ospedale, in sospeso tra la vita e la morte. Lo staff cerca le parole per comunicare ai genitori, sopraffatti dal dolore e dall'angoscia, che il figlio potrebbe rientrare tra i donatori di organi. Inizia così una corsa contro il tempo per mettere in pratica il trasferimento del cuore di Simon. Nel frattempo, in un ospedale di Parigi, c'è una donna in attesa di trapianto potrebbe prolungare la propria vita e che non saprà mai nulla del suo provvidenziale salvatore...

Critica

Amarezze franco belghe e onde concentriche del destino, con una frenata voglia paranormale (...). Niente di semplice intorno a questo trapasso dell'elemento vitale che per sempre fa rima con amore, ma l'autrice Katell Quillévéré sceglie la via gonfia del mélo senza far sconti, con travolgente inizio, un esasperante, impressionante realismo chirurgico, un'equa distribuzione di pìetas spiando le reazioni di tutti. Come dire che si possono aggiustare gli uomini negli organi che riprendono dopo un attimo a palpitare; più difficile aggiustare pene e ingiusti dolori, raddrizzare affetti, sintonizzare i sentimenti. Negli occhi di un cast vario con Emmanuelle Seigner mater dolorosa, ma soprattutto col bravissimo Tahar Rahim (...), giovane medico problematico e la sorprendente Anne Dorval, il film batte di una sua traccia segreta. Diviso in due parti speculari, in vero rapporto causa effetto e con alcuni personaggi secondari che diventano primari, coltiva curiosità per le vite degli altri, come se i famosi sei gradi di separazione si annullassero.
Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 gennaio 2017

All'inizio la macchina da presa s'avventura tra le onde dell'Oceano, per riprendere il giovane surfista in una sorta di sfida con la morte; più tardi è prossima al documentario, ma conservando sempre un andamento fluido. Il tema non si può dire allegro: però il film si risolve, alla fine, in un'esaltazione della vita.
Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 26 gennaio 2017

(...) Quillévéré concentra in 104 minuti (tolto un flashback, tutto accade in 24 ore) una massa di informazioni e emozioni che riempirebbero una stagione. Parenti, amici, amanti, medici, paramedici, piloti, partecipanti a vario titolo a quella rete di persone che rendono possibile il trapianto. Senza cadere nel facile mito del lavoro di squadra, come accadrebbe in un film americano, ma dando individualità e poesia a tutte quelle vite che si incrociano, grazie anche a un plotone di attori noti e notissimi in parti spesso piccole o minime, ma tutti capaci di regalare scintille di profonda umanità anche in pochi istanti, magari con una sola occhiata o un dettaglio. Il tutto mescolando, sempre in un solo movimento, luoghi e ambienti disparati. Una casa all'alba, una coppia che ha appena fatto l'amore, un mare solcato da surfisti (immagini stupefacenti), ma anche auto, bici, aerei, skateboard. E una sala operatoria filmata fin dentro ai dettagli più crudi, ma con un'esattezza, un rispetto, una forza visiva che trasfigura il clinico in sacro, il mistero della morte nell'eterno ciclo della vita. Non è un viaggio facile, ma se ne esce ampiamente ripagati. E se è impossibile elogiare tutti a dovere, citiamo almeno il giovane medico Tahar Rahim, la trapiantata Anne Dorval (l'attrice prodigiosa di Xavier Dolan), i dottori Bouli Lanners e Dominique Blanc. E la voce di David Bowie che in chiusura saluta e benedice.
Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 26 gennaio 2017

Classe 1980, in carnet i più che discreti 'Un poison violent' (2010) e 'Suzanne' (2013), Quillévéré ha (...) il tatto e l'occhio per non rimestare nell'eros e thanatos trito e ritrito, al contrario, allarga il campo e fa respirare le inquadrature: l'obiettivo non è la sospensione drammaturgica, la procrastinazione del climax, bensì il contesto umano, gli annessi e connessi esistenziali, ovvero tutti i battiti del cuore. (...) partitura, splendida, di Alexandre Desplat: oltre il mero commento, il suo pianoforte lega, guida e anticipa. Si chiama poesia sonora. (...) prima, e preponderante, parte (...) superba: Simon, i familiari, la ragazza e i medici sono affresco umano lieve, sapido, emozionante. E la regia assiste partecipe: l'apertura, il surf, la strada che si fa acqua sono immagini che non se ne vanno. Inferiore, seppure apprezzabile, la seconda parte, che la regista 'gonfia' rispetto allo spazio nel libro best-seller: dopo il destinante Simon, è la volta del destinatario, la musicista parigina Claire (...). Più arduo entrare in sintonia con Claire, ossia più facile riflettere sul destino ingiusto, beffardo, straziante: Katell Quillévéré non rincara la dose, forse nemmeno suggerisce, del resto, basta il ricordo dell'angelo Simon per dire tutto. (...) 'Riparare i viventi' è film prezioso, sommesso e forte insieme, tanto sottilmente ambizioso quanto dichiaratamente coraggioso, che nel femminile di regista e scrittrice trova un afflato universale, un senso speciale, una consolazione per la vita: 'sursum corda'.
Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 26 gennaio 2017

Un dramma angosciante, raccontato con delicatezza, tra qualche vezzo stilistico e con una superba Emmanuelle Seigner.
Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 26 gennaio 2017

Mélo sulfureo di dolori familiari, staff medici, speranze d'amore e di futuro, cerca di imporre una accanita profondità: lo studio di emozioni e sentimenti e le procedure legali e chirurgiche per la donazione d'organi, la suspense sul destino del ragazzo e la suspense in sala operatoria, dove si assiste a un (vero?) espianto, equipe, bisturi, toraci aperti, il momento della sostituzione. Curiosa digressione sul medical-drama di serie tv. Astenersi i deboli di cuore...
Nazione-Carlino-Giorno', 26 gennaio 2017

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: Maylis de Kerangal – (romanzo)
Sceneggiatura: Katell Quillévéré, Gilles Taurand
Fotografia: Tom Harari
Musiche: Alexandre Desplat
Montaggio: Thomas Marchand
Scenografia: Dan Bevan
Costumi: Isabelle Pannetier
Effetti: Guillaume Le Gouez
Tratto da: romanzo omonimo di Maylis de Kerangal (ed. Feltrinelli)
Produzione: LES FILMS PELLÉAS, LES FILMS DU BÉLIER, IN COPRODUZIONE CON FRANCE 2 CINÉMA, MARS FILMS, JOUROR, CN5 PRODUCTIONS, EZEKIEL FILM PRODUCTION, FRAKAS PRODUCTIONS, RTBF (TÉLÉVISION BELGE), PROXIMUS



Nazione
FRANCIA
Distribuzione
ACADEMY TWO (2017)
Titolo originale
Réparer les vivants
Tratto da
romanzo omonimo di Maylis de Kerangal (ed. Feltrinelli)

 

Nata a ABIDJAN (Costa d'Avorio) il 30 gennaio 1980. Ha studiato regia e filosofia a Parigi e ha creato, insieme a Sébastian Bally, l'European Medium-Length Film Meeting a Brive, di cui ha organizzato le prime tre edizioni. Nel 2005 il suo cortometraggio "A bras le Corps" è stato presentato a Cannes alla Quinzaine de Réalisatuers ed è stato nominato ai César. Anche il suo primo lungometraggio "Un poison violent" è stato presentato a Cannes alla Quinzaine de Réalisatuers nel 2007, dove ha vinto il premio Jean Vigo. Nel 2013, il suo secondo lungometraggio "Suzanne", ha aperto la Semaine de la Critique, sempre a Cannes. Ha avuto un grande successo al cinema e ha ricevuto cinque candidature ai César. Nel 2015, ha adattato per il cinema il best seller di Maylis de Kerangal "Riparare i viventi" e il film omonimo è stato presentato in concorso nella sezione Orizzonti ai Festival di Venezia e a Toronto.

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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