SABATO 18 e DOMENICA 19
ore 21.00
(Odeon)

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Regia
Mel Gibson
Genere
DRAMMATICO
Durata
131
Anno
2016
Cast

Andrew Garfield (Desmond T. Doss), Teresa Palmer (Dorothy Schutte), Hugo Weaving (Tom Doss), Rachel Griffiths (Bertha Doss), Luke Bracey (Smitty Ryker), Vince Vaughn (Sergente Howell), Sam Worthington (Capitano Glover), Nathaniel Buzolic (Harold Doss), Richard Roxburgh (Colonnello Stelzer), Matthew Nable (Tenente Cooney), Ryan Corr (Tenente Manville), Goran D. Kleut (Andy 'Ghoul' Walker), Firass Dirani (Vito Rinnelli), Milo Gibson (Lucky Ford), Ben O'Toole (Caporale Jessop), Luke Pegler (Milt 'Hollywood' Zane), Robert Morgan (IV) (Colonnello Sangston), Ori Pfeffer (Irv Schecter), Ben Mingay

Trama

Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, è ispirato alla vera storia di Desmond T. Doss, obiettore di coscienza che rifiutava l'uso delle armi, passato alla storia per essersi guadagnato una medaglia d'onore al valore, nonostante si fosse rifiutato di uccidere e di armarsi per tutto il conflitto. Desmond T. Doss, che si distinse soprattutto durante la battaglia di Okinawa dove, con le proprie forze, salvò la vita a 75 dei suoi compagni.

Critica

Nel nome del Padre, del Figlio e del globulo rosso. La retorica scorre a fiumi, di sangue. La Bibbia è brandita come un’arma, che di questi tempi… Eppure, il ritorno alla regia di Mel Gibson, Hacksaw Ridge, convince, e non poco. Le scene di battaglia, Okinawa, fronte del Pacifico, secondo conflitto mondiale, sono le migliori, e di gran lunga, girate da anni a questa parte: instant cult quella con Luke Bracey che per difendersi dal fuoco nemico si fa scudo di un commilitone ridotto a tronco umano e va all’assalto dei giapponesi. Statene pur certi, ne risentiremo parlare agli Oscar e compagnia dorata, a partire dalla prova di Andrew Garfield, che smette la calzamaglia di Spider-Man ma non i superpoteri: “Buon Dio fammene trovare ancora uno”, e così il suo Desmond Doss salvò 75 uomini senza sparare un solo colpo. Avventista, fermamente convinto che la guerra fosse una scelta giustificata, ma che uccidere fosse sbagliato, combatté in prima linea senza imbracciare arma: fu il primo obiettore di coscienza insignito della Medaglia d’Onore del Congresso, la più alta onorificenza militare americana. Nel cast Teresa Palmer, Vince Vaughn, Hugo Weaving, Hacksaw Ridge ibrida e loda patria e famiglia (il padre vet e ubriacone Weaving è super), guerra e amore (Palmer, graziosa), fede e spada, plasma e piastrine. Ovvio, Gibson non arretra mai la macchina da presa, la getta oltre l’ostacolo e dentro le budella, perché osceno e fuori scena per lui non sono sinonimi ma contrari. Ma, va detto, tirando queste sassate allo stomaco nemmeno toglie la mano: ci crede, non è un ipocrita, ma un estremista, è già qualcosa. Crede, sì, in Dio, patria ed emoglobina. E coerentemente agisce: lancia in resta, scova e celebra questo guerriero senza pistola, che non fece vittime ma salvati tra i suoi commilitoni, gli stessi che avevan fatto di tutto per negargli la possibilità di servire il Paese come voleva, ovvero senza colpo ferire. Già, Desmond Doss è il Salvatore, di una nuova Passion(e). Poco importa (dell’ideologia), lo spettacolo c’è, e le coreografie belliche valgono, da sole, il prezzo del biglietto. Piuttosto, per espiare i suoi tanti peccati, Gibson dovrebbe girare uno spot a gratis per l’Avis. Di sangue ne sa a pacchi: anziché sprecarlo, aiuti a donarlo.
Federico Pontiggia, Cinematografo.it, 4 settembre 2016

La dismisura sembra la chiave scelta da Mel Gibson per fare il regista: l'economia di mezzi non lo riguarda, il suo motto è 'think big', sia che racconti la passione di Cristo, l'epopea dei Maya o, come qui, il primo obiettore di coscienza premiato con la Medaglia d'onore del Congresso. (...) Gibson filma «alla vecchia», senza sfumature né zone d'ombra, moltiplicando le esplosioni e le carneficine. Frastornando i soldati ma anche gli spettatori.
Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 5 settembre 2016

Gibson racconta il celebre scontro insistendo, con il suo gusto splatter, sui dettagli più macabri, in un delirio di sangue, corpi sventrati e altri orrori. D'altra parte non è la prima volta, lo stesso stile discutibile, ai limiti del compiacimento, era presente nella 'Passione di Cristo' e in 'Apocalypto'. (...) L'interesse di 'Hacksaw Ridge' (...) sta soprattutto nella vicenda reale, rievocata, alla fine dela pellicola, attraverso le interviste ai protagonisti, da Doss (morto nel 2006) ai suoi superiori, costretti a riconoscere il valore di quel militare così atipico. Nei suoi panni, alto, magro, con la faccia da bravo ragazzo perennemente stralunato, recita Andrew Garfield (...).
Fulvia Caprara, 'La Stampa', 5 settembre 2016

Dieci anni dopo il discusso e discutibile 'Apocalypto', Mel Gibson ritorna dietro la macchina da presa conservando intatti qualità e difetti. E' uno dei migliori registi di scene belliche, riesce a trarre il massimo dagli attori, sa che una buona sceneggiatura è già metà dell'opera, ha un senso sicuro dello spettacolo. L'altro lato della medaglia è una specie di ossessione mistica, coniugata con una sorta di sadismo rosso-sangue: dolore e preghiere, mutilazioni ed espiazioni, delitti e castighi, la sofferenza come strada, non sempre certa, verso la salvezza. (...) il film non è mai banale nel raccontare lo scontro fra la macchina militare che deve trasformare i suoi soldati in strumenti di morte e uno di essi che, pur rifiutandosi di uccidere, difende l'idea che si possa combattere salvando le vite dei propri commilitoni: «cooperatore cosciente» è come del resto lo stesso Doss preferirà definirsi, al posto di obiettore di coscienza... (...) Una bella pagina, asciuttamente retorica, nel libro degli eroi solitari, disperati e apolitici raccontati da Mel Gibson nel corso di una carriera bella e drammatica.
Stenio Solinas, 'Il Giornale', 5 settembre 2016

Impostato come un inno di gloria alle convinzioni ideologiche, con impressionanti ricostruzioni di combattimento, è la sfida di Mel al vecchio Clint.
Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 5 settembre 2016

Trailer


Altre informazioni

Sceneggiatura: Andrew Knight, Robert Schenkkan
Fotografia: Simon Duggan
Musiche: Rupert Gregson-Williams
Montaggio: John Gilbert (II)
Scenografia: Barry Robison
Costumi: Lizzy Gardiner
Effetti: Dan Oliver
Suono: Robert Mackenzie - (montaggio e missaggio), Andy Wright - (montaggio e missaggio), Kevin O'Connell - (missaggio), Peter Grace – (missaggio)
Produzione: HACKSAW RIDGE PRODUCTION, CROSS CREEK PICTURES, DEMAREST MEDIA, ICON PRODUCTIONS, PANDEMONIUM, PERMUT PRESENTATIONS, VENDIAN ENTERTAINMENT


Nazione
USA
Distribuzione
EAGLE PICTURES IN COLLABORAZIONE CON LEONE FILM GROUP (2017)
Titolo originale
Hacksaw Ridge

 

Nato a PEEKSKILL, New York (USA) il 3 gennaio 1956. Sesto di ben undici fratelli. Il padre, in difficoltà finanziarie dopo essere rimasto vittima di un incidente sul lavoro, e preoccupato che i figli maschi venissero reclutati per combattere in Vietnam, decide di portare la famiglia a Sidney, in Australia, quando Mel ha dodici anni. A Sidney, Mel frequenta le scuole superiori in un istituto cattolico, e ne esce con il curioso dilemma di non saper scegliere tra l'idea di diventare chef e quella di darsi al giornalismo. A sciogliere ogni dubbio ci pensa la sorella, che consegna a suo nome la domanda di ammissione (subito accolta) al National Institute of Dramatic Art. Qui, si racconta che alla sua prima prova da attore fosse talmente nervoso da essere costretto a recitare seduto invece che in piedi. Eppure, ancora studente, già si conquista il diritto di debuttare nel cinema (in "Summer City", 1977). Diplomatosi, entra a fare parte della South Australia Theater Company e comincia una regolare carriera di attore teatrale, in ruoli shakespeariani, ma anche in "Aspettando Godot" o in "Morte di un commesso viaggiatore". A questo punto il giovane regista George Miller lo invita a un'audizione per il film d'azione "Interceptor", ambientato in un futuro post-apocalittico (il titolo originale è "Mad Max"). La sera prima dell'audizione, coinvolto in una rissa, Gibson viene ferito al volto e proprio questo conferisce al suo aspetto quel qualcosa in più che convince Miller a sceglierlo. "Interceptor" batte in Australia tutti i record d'incasso, benché la sua popolarità all'estero non sia la stessa. Il seguito del film, "Interceptor, il guerriero della strada" (1981), sarà invece un successo anche lontano dall'Australia e imporrà Gibson sulla ribalta internazionale. Sempre nell'81, un altro film di successo ("Gli anni spezzati") lo gira con il regista australiano Peter Weir, con il quale lavora anche l'anno dopo in "Un anno vissuto pericolosamente". Dopo avere recitato con Anthony Hopkins in "Il Bounty" (suo primo film americano), nel 1985 Gibson arriva al terzo capitolo della saga di Mad Max, "Mad Max oltre la sfera del tuono", due anni prima di dare inizio a un'altra serie di film intitolati "Arma letale" dal soprannome del poliziotto dalla pistola facile che ne è protagonista. Abbandonando temporaneamente il cinema d'azione, Gibson è poi Amleto nella versione di Franco Zeffirelli del dramma shakespeariano, in quello che, nel '90, è anche il primo film prodotto dalla sua neonata casa di produzione, la ICON. Come regista, Gibson debutta nel 1993 con "L'uomo senza volto", la storia di un uomo che vive in solitario ritiro dopo che un incidente gli ha sfigurato il viso, e in cui recita anche la parte del protagonista. Alla regia, dopo "Maverick" (1994) torna per realizzare il grande e costoso progetto di "Braveheart", in cui è William Wallace, il mitico e sfortunato eroe dell'indipendentismo scozzese, vissuto nel XIII secolo. Un colossal con il quale vince due Oscar: per il miglior regista e per il miglior film. Dopo essere stato il protagonista di "Payback - La rinvincita di Porter" (1999), nel 2000 è nel cast dell'ultimo film di Wim Wenders, "The Million Dollar Hotel", in "Il patriota" di Roland Emmerich e "What Women Want - Quello che le donne vogliono" di Nancy Meyers che gli vale la candidatura al Golden Globe come miglior attore in un film musical/commedia. Nel 2004 torna ancora per la quarta volta dietro la macchina da presa per dirigere "La Passione di Cristo", da lui anche scritto insieme a Benedict Fitzgerald e incentrato sulle le ultime dodici ore della vita di Cristo. Il film, girato in Italia e recitato in latino e aramaico, suscitò molte polemiche e feroci dibattiti per la durezza delle sue scene e per le accuse di antisemitismo, ma fu anche candidato a tre premi Oscar (miglior fotografia, colonna sonora e trucco) e vincitore del Nastro d'argento per la miglior scenografia e migliori costumi. Due anni dopo Gibson realizza un altro film destinato a suscitare polemiche per la violenza mostrata e le incongruenze storiche: "Apocalypto" (che ottiene comunque tre nomination dell'Academy per il miglior trucco, il missaggio e il montaggio sonoro) girato nella penisola messicana dello Yucatán, con un budget di circa 40 milioni di dollari e recitato in buona parte da attori messicani semi-sconosciuti. Nel 2010, dopo cinque anni di lontananza dal grande schermo, torna a recitare per interpretare un poliziotto in cerca di vendetta per la morte della figlia in "Fuori controllo" di Martin Campbell. Nel 2011 è al Festival di Cannes con il film di Jodie Foster "Mr. Beaver". Nel 2016 è ancora una volta alla kermesse francese con il film di Jean-François Richet "Blood Father" e porta fuori concorso alla 73ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica la sua quinta opera, "Hacksaw Ridge", un dramma bellico ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e ispirato alla vera storia di Desmond T. Doss, un obiettore di coscienza passato alla storia per essersi guadagnato una medaglia d'onore al valore, nonostante si fosse rifiutato di uccidere e di armarsi per tutto il conflitto. Affetto da disturbo bipolare, è stato protagonista di alcune vicende giudiziarie che hanno fatto scalpore sui rotocalchi internazionali. Nel luglio 2006, è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza e accusato di dichiarazioni antisemite e di razzismo a Malibu, in California. Nel 2010, la compagna Oksana Grigorieva lo ha denunciato per violenze domestiche. I due, che hanno una figlia, Lucia, nata nel 2009, si sono separati nel 2013. Precedentemente l'attore era stato sposato con l'infermiera Robyn Moore (sposata nel 7 giugno 1980 e da cui ha divorziato nel 2011) con cui ha avuto ben 7 figli: Hannah, i gemelli Edward e Christian, Willie, Louis, Milo e Tommy.

 

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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