MARTEDì 15 agosto
ore 21.15
Chiostri di S.Corona

FORTUNATA LOCANDINA

Regia
Sergio Castellitto
Genere
DRAMMATICO
Durata
103
Anno
2017
Produzione
NICOLA GIULIANO, FRANCESCA CIMA, CARLOTTA CALORI, VIOLA PRESTIERI PER INDIGO FILM, IN ASSOCIAZIONE CON HT FILM, ALIEN PRODUZIONI
Cast

Jasmine Trinca - Fortunata, Stefano Accorsi - Patrizio, Alessandro Borghi - Chicano, Edoardo Pesce - Franco, Nicole Centanni - Barbara, Hanna Schygulla - Lotte

Trama

Fortunata ha una vita affannata, una bambina di otto anni e un matrimonio fallito alle spalle. Fa la parrucchiera a domicilio, parte dalla periferia dove abita, attraversa la città, entra nelle case benestanti e colora i capelli delle donne. Fortunata combatte quotidianamente con determinazione per conquistare il proprio sogno: aprire un negozio di parrucchiera sfidando il suo destino, nel tentativo di emanciparsi e conquistare la sua indipendenza e il diritto alla felicità. Fortunata sa che per arrivare fino in fondo ai propri sogni bisogna essere fermi: ha pensato a tutto, è pronta a tutto, ma non ha considerato la variabile dell'amore, l'unica forza sovvertitrice capace di far perdere ogni certezza. Anche perché, forse per la prima volta, qualcuno la guarda per la donna che è e la ama veramente.

Critica

"Come per i film precedenti di Castellitto regista (dopo l'esordio con 'Libero Burro', da un romanzo di Bruno Gambarotta), anche questo 'Fortunata' nasce dalle pagine della moglie Margaret Mazzantini, garanzia di richiamo popolare ma troppo debitrice verso una programmaticità funzionale alla pagina scritta, letteraria e non cinematografica, che finisce gioco forza per smorzare gli sforzi della Trinca di rendere vivo e credibile il suo personaggio. (...) È come se Castellitto non avesse il coraggio di percorrere con coerenza la strada che si è proposto di seguire, cioè quella del melodramma, genere poco popolare oggi e per questo teoricamente interessante. (...) in 'Fortunata' tutto sembra codificato e previsto, anche le (ridondanti) sottolineature letterarie, con la tragedia di 'Antigone' che diventa l'inevitabile lezione-premonizione di quello che sta succedendo. Finendo così per sprecare sull'altare dell'eccesso la voglia di raccontare una storia fuori dalla norma, lontana dal realismo cronachistico di certo cinema d'autore (...)". (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 22 maggio 2017)

"Con 'Fortunata' Castellitto regista torna idealmente al suo maggior successo, 'Non ti muovere', e imbeve il mélo di atmosfere popolari. Perché un tragico borghese, in Italia ma non solo, è in effetti difficile. Il film rifiuta vistosamente il realismo: non vuole essere verosimile, ma appassionante. (...) I personaggi si lanciano spesso in monologhi statici che grondano cattiva letteratura o frasi didascaliche (... ). Poi invece, a beneficio del pubblico più colto, si tira in mezzo un sottotesto con l''Antigone', di cui recita qualche battuta Hanna Schygulla (omaggio a Fassbinder). I tocchi umoristici e grotteschi confermano l'impressione che il regista e la sceneggiatrice Mazzantini ci strizzino l'occhio come a dire: stiamo giocando. E che non credano fino in fondo a quello che raccontano e tendano più al midcult che al 'popolare'". (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 22 maggio 2017)

"È questo gruppo di purezza proletaria il cuore vero del film e Castellitto sa ricavare ottimi risultati dagli attori come dalla cornice. Ma fra gioco del lotto, i fantasmi nel passato, la gita a Genova, l'Africa, i rivoli narrativi risultano troppi; e finisce che a farne le spese sia proprio la storia con Accorsi, che dovrebbe essere centrale e colare emozione invece che restare secondaria ed e sangue." (Alessandra Lavantesi, 'La Stampa', 21 maggio 2017)

"Piacerà a chi di Castellitto regista può discutere tutto, ma non la sua capacità di direttore d'attori. Dopo essersi reinventato qualche anno fa Penélope Cruz in 'Non ti muovere', qui svela (allo spettatore si spera domenicale) una Jasmine Trinca di un'aggressività stupefacente (imita la Magnani e in qualche momento ci riesce)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 18 maggio 2017)

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: Margaret Mazzantini
Sceneggiatura: Margaret Mazzantini, Francesca Manieri - (collaborazione), Sergio Castellitto - (collaborazione)
Fotografia: Gian Filippo Corticelli
Musiche: Arturo Annecchino
Montaggio: Chiara Vullo
Scenografia: Luca Merlini
Costumi: Isabella Rizza
Suono: Alessandro Rolla - (presa diretta)

Nazione
ITALIA
Distribuzione
UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY

 

Nato a ROMA, 18 agosto 1953
Sergio Castellitto
Attore e regista. La famiglia è originaria di Campobasso. Frequenta a Roma l'Accademia nazionale di Arte Drammatica "Silvio D'Amico", dove si diploma nel 1978. La sua carriera artistica inizia a teatro sotto la guida di registi come Luigi Squarzina e Aldo Trionfo. Debutto nel cinema nel 1982 con il film "Il generale dell'armata morta" di Luciano Tovoli, con Marcello Mastroianni. Seguono una serie di lavori cinematografici tra cui il riuscito "La famiglia" (1986) di Ettore Scola, accanto a Vittorio Gassman e Stefania Sandrelli; "Tre colonne in cronaca" di Carlo Vanzina con cui vince il David di Donatello 1990 come attore non protagonista, mentre nel ruolo di uno psichiatra alle prese con una ragazza epilettica, in "Il grande cocomero" (1993) di Francesca Archibugi, vince il primo Nastro D'Argento come migliore attore protagonista. Con "L'uomo delle stelle" (1995) di Giuseppe Tornatore, ambientato nella Sicilia del dopoguerra e girato in gran parte nella barocca Ragusa Ibla, vince il secondo Nastro D'Argento. Sul piccolo schermo (ma è circolato anche in sala) è stato il giovane Rossini in "Rossini! Rossini!" (1991) di Mario Monicelli, Fausto Coppi nel film tv "Il grande Fausto" (1995) di Alberto Sironi e nel 2000, con grandissimo successo di critica e di pubblico, il santo di Pietralcina in "Padre Pio" di Carlo Carlei. Alterna la sua attività fra cinema, televisione e teatro dove debutta nella regia nel 1996 con "Manola", dirigendo Nancy Brilli e Margaret Mazzantini, che ha sposato e con la quale ha quattro figli. Nel 1999, scegliendo come interpreti principali se stesso, la moglie Margaret e Michel Piccoli, esordisce come regista cinematografico con "Libero Burro" che viene presentato nella sezione cinema del presente alla Mostra di Venezia. Nel 2002 è protagonista del film di Marco Bellocchio, "L'ora di religione", in concorso a Cannes. Nel 2004 torna dietro la macchina da presa per dirigere "Non ti muovere", tratto dall'omonimo romanzo scritto dalla moglie e da lui interpretato a fianco di Penelope Cruz, in questa prova resa sgraziata e quasi irriconoscibile. Il film, presentato al 57. Festival di Cannes (2004) nella sezione "Un certain regard", è acclamato da critica e pubblico, e riceve numerosi premi - tra cui il David di Donatello a Penélope Cruz e a lui come miglior attore, il Nastro d'Argento per la migliore sceneggiatura (Castellitto e Mazzantini), il Globo d'oro 2005 come miglior film e 5 Nastri d'argento 2005: sceneggiatura, montaggio, scenografia e miglior canzone. Nel 2005 torna a lavorare con Bellocchio per "Il regista di matrimoni", presentato l'anno successivo al 59. Festival di Cannes nella sezione "Un certain regard". Nel 2006 per la prima volta è sul set di Gianni Amelio nel molto apprezzato "La stella che non c'è". Nel 2008 ha partecipato anche alla megaproduzione cinematografica statunitense "Le cronache di Narnia: Il principe Caspian", secondo capitolo della fortunata serie fantastica per ragazzi. Una nota curiosa è che Castellitto ha davvero vissuto nel comune di Narni in Umbria, antica Narnia dei romani a cui si è ispirato Clive Staples Lewis, l'autore dell'omonimo romanzo da cui è tratto il film. Nel 2008 fa parte della giuria del 61. Festival di Cannes. Nel 2009 è alla Mostra del Cinema di Venezia con "Tris di donne & abiti nuziali" di Vincenzo Terracciano.

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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